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(fanculopensiero)
(fanculopensiero)
Maksim Cristan 
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Romanzo, Croazia 2007
200 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Feltrinelli , 2007
ISBN 978-88-07-17134-5


Feltrinelli

Ad un certo punto, l'impreditore Maksim Cristan, che si è fatto la Jaguar commerciando tra l'Italia e la Croazia, decide di averne abbastanza e lascia perdere tutto quanto. Si trasferisce in Italia e diventa uno scrittore di strada.

naldina naldina naldina naldinagrigio naldinagrigio

(fanculopensiero): Nel mondo dei "rain dogs" con Maksim Cristan

Adesso finalmente avevo tempo. Il tempo per ogni cosa.

Sognatori come Maksim Cristan se ne trovano ad ogni angolo delle nostre città. Tom Waits, il principe di questo popolo di sbandati, li ha chiamati "rain dogs", che non è abbastanza tradurre in "cani randagi", perché i "rain dogs" sono quei cani che, dopo la pioggia, non sanno più dove andare, visto che l'acqua piovana cancella tutte le loro tracce, comprese le linee di demarcazione di piscio. Quel senso di disorientamento è lo stesso che Maksim Cristan rende vivido collezionando un episodio dopo l'altro, un volto dopo l'altro, un'emozione dopo l'altra della vita nella strada, che è ben diversa da quella on the road. Una vita fatta e finita, cioè circoscritta da un'estrema libertà, ma anche da un faticoso incedere tra fumo, freddo, fame e fastidi, le quattro effe che ti rovinano la vita, come dicono a Milano. Ecco, Milano: Maksim Cristan ci arriva da profugo della mente, lasciando una posizione di confine, di commerci e di rispetto, per tuffarsi, senza rete, nei vicoli, per dormire sui mezzi pubblici, per vivere della generosità e resistere all'idiozia. I suoi percorsi, il suo camminare dentro le strade milanesi lo portano a seguire traiettorie ellittiche e se il tono di (fanculopensiero) ha qualcosa in più delle più o meno illuminate farneticazioni di tutti i santissimi "rain dogs" di questo mondo è perché Maksim Cristan, di movimento in movimento, di maratona in maratona, come ama chiamare le sue writing sessions, deve aver intuito che la scrittura è un mezzo particolare, a cui il tempo non basta mai. Allora il suo sghembo (fanculopensiero) comincia a trovare una forma quando la scrittura trova l'altra metà di se stessa, la lettura e Maksim Cristan si ritrova immerso nei libri di Stefano Benni non meno che nei suoi appunti di strada. E' allora che il (fanculopensiero) comincia a conoscere una logica e una coerenza e, alla fine, vista la sua natura, non proprio accomodante, la recensione migliore la si trova lì, dove dice di essere "a tratti poetico, a tratti filosofico, a tratti ironico, a tratti ridicolo". Un diario di strada che è, nello stesso tempo, il ritratto di un outsider e l'elogio a tutti i "rain dogs" e ai casi umani che lo spazio e la vita se la devono inventare giorno per giorno, passo per passo, parola dopo parola.

Marco Denti  (05-07-2007)

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