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Quando cala la nebbia rossa
Not Till The Red Fog Rises
Derek Raymond 
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Noir, Inghilterra 1994
250 pp.
Prezzo di copertina € 14
Traduzione: Marina Rotondo
Editore: Meridiano Zero , 2007
ISBN 978888237140-1


Meridiano Zero

Tutto comincia con un furto che tanto banale non è trattandosi di un blocco di passaporti britannici nuovi di zecca. Il loro valore, piuttosto alto, non è niente in confronto al vaso di Pandora che il furto scoperchia e da cui saltano fuori servizi segreti di mezzo mondo sulle tracce di un intero arsenale, ivi comprese un paio di testate nucleari. Sarà un piccolo delinquente, uno dei tipici perdenti tratteggiati da Derek Raymond, a dover trovare il bandolo dell'apocalittica matassa.

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Quando cala la nebbia rossa: Purple Haze, Derek Raymond alla fine del mondo

Se si venisse a sapere come stanno le cose, correrebbero tutti a nascondersi nei bunker, sempre che ce ne siano.

Nella personale vicenda di Derek Raymond, straordinario scrittore e eccellente outsider, questo libro ha un valore ed un sapore del tutto particolari perché è l'ultimo romanzo a cui ha lavorato e che aveva finito soltanto qualche mese prima della sua scomparsa. Un finale di partita convulso in cui si ritrova tutto il disastrato paesaggio umano caro a Derek Raymond, a partire dagli sbirri della Factory e dal loro universo senza speranza. L'aspetto poliziesco, nonostante l'intensità della trama che coinvolge i servizi segreti di mezzo mondo, tutti i bassifondi della polizia e dell'umanità londinese, scivola episodio dopo episodio, battuta dopo battuta (ci sono dialoghi che bruciano come la canna di un revolver) in secondo piano, come se fosse una traccia da cui partire piuttosto che un punto d'arrivo. A parte un collegamento immediato con Aprile è il più crudele dei mesi, la sua firma è una sorta di garanzia assoluta: una scrittura tagliente, spietata, a tratti persino dolorosa che mette il genere umano di fronte alla sua disperazione. Senza mezzi termini, senza alcuna concessione ed è proprio quest'onestà nella scrittura, peraltro liricissima che consente di toccare con mano la disperazione di Gust, ovvero del protagonista di Quando cala la nebbia rossa. Deliquente tanto infinitesimale quanto irriducibile, Gust dovrebbe essere il capro espiatorio perfetto di un complotto stratificato, le cui finalità, come in ogni complotto che si rispetti, sembrano non aver data di scadenza. Gust è la vittima sacrificale che va bene a tutti perché non conta nulla, se sbaglia respiro finisce di nuovo in galera, è già bruciato in partenza. Ma, come ha insegnato qualcuno, essere perdenti è un lavoro a tempo pieno e allora Gust si ribella cercando di salvare il destino del mondo soltanto perché, intanto, deve salvarsi il suo. Un outsider che provoca una reazione a catena in cui Derek Raymond sembra persino divertirsi a posare le statuine dei suoi presepi: psicopatici, disillusi, folli, coraggiosi, tragici esseri umani che si trovano a fare sempre le stesse, identiche mosse da una parte o dall'altra di una trincea chiamata vita. Il suo mondo, per l'ultima volta.

Marco Denti  (05-07-2007)

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