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Playboy a Miami
The Shark-Infested Custard
Charles Willeford 
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Noir, Stati Uniti 1993
320 pp.
Prezzo di copertina € 15
Traduzione: Fabio Zucchella
Editore: Marcos y Marcos , 2007
ISBN 978-88-7168-453-6


Marcos y Marcos

La vita notturna di quattro playboy di Miami si trasforma in un incubo quando per una stupida scommessa si ritrovano in casa il cadavere di una ragazza. Sarà solo l'inizio di una storia densa e gravida di misteri che apre uno squarcio spieato sulle solitudini umane.

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Playboy a Miami: The Playboy Mansion, nella Miami di Charles Willeford

Un uomo pronto ad assumersi una responsabilità si ritrova a doverne sopportare in quantità sempre maggiore, perché in giro non ci sono troppi uomini disposti ad assumersi una responsabilità.

Miami è una città perfetta per ogni playboy che si rispetti. La percentuale di donne disponibile, almeno sentendo le discussioni dei personaggi di Charles Willeford, è tale che si può scommettere anche in quanti minuti ci si procura un'occasione, e la si consumi. Una scommessa, ecco la vita dei Playboy a Miami, che Charles Willeford incide a chiare lettere già nell'incipit: "Tutto era iniziato come una specie di scherzo, ma quando si sono messi di mezzo i soldi non fu più divertente. Perché nei soldi, in fondo, non c'è mai nulla di divertente". Ed eccoli qui, i Playboy a Miami: Eddie Miller, Don Luchessi, Hank Norton e Larry Dolman, quattro lestofanti con le loro piccole vite, le loro ambiguità e, in fondo, le loro solitudini a caccia di emozioni nelle strade di Miami. Forse dipende dal clima, che passa dall'afa al ciclone, in un attimo. Forse dipende dalla natura di Miami, in bilico sulla sabbia, tra un oceano e l'altro. Forse dipende dal fatto che è un luogo di frontiera senza averne le sembianze, ma anche un gioco stupido si trasforma in un intreccio sordido e pericoloso dove un'arma è soltanto una virgola tagliente prima del disastro successivo perché come dice uno dei playboy "l'idea di comprare una pistola è una cosa; acquistarne veramente una, possederla e tenerla in mano è un'altra, è un passo oltre una linea divisoria che ti trasforma in un tipo di uomo diverso". Charles Willeford, non a caso amatissimo da Quentin Tarantino e compagnia bella, costruisce una storia cupa e nerissima incollando un dettaglio dopo l'altro, sicuro che sono i dettagli a fare la storia (come l'adesivo che, a proposito di armi, qui non del tutto relative: "Quando le armi sono fuorilegge, solo i fuorilegge hanno le armi") almeno quanto la casualità e pur senza il suo loser principale, il buon vecchio Hoke Moseley. E tira fuori un romanzo che continua a camminare sul filo del rasoio, in una zona d'ombra dove giorno e notte, vittime e colpevoli, vita e morte non riescono a distanziarsi e sono confuse in una città brulicante di casi umani e la cui morale, se proprio deve esisterne una, coincide con il suo clima: è così caldo che per capire gli uragani gli devono dare un nome. La stessa atmosfera che si respira seguendo questi Playboy a Miami: torrida, umidiccia, sporca e irrespirabile.

Marco Denti  (04-07-2007)

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