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Daniele Garbuglia 
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Romanzo, Italia 2006
140 pp.
Prezzo di copertina € 12,80
Editore: Casagrande , 2006
ISBN 88-7713-459-3


Casagrande

Una storia corale che intreccia le vite dei protagonisti. Il romanzo ha come sfondo una singolare casa in cemento con elementi in vetro che la fa sembrare un cubo trasparente, dalla quale si riesce ad osservare tutta la città sottostante. Intorno a questa particolare costruzione progettata dalla coppia che la abita ruotano tutta una serie di personaggi: i proprietari della casa che desiderano un figlio che non arriva, un operaio che ha contribuito a costruire la casa anni addietro ed è rimasto affascinato da questa dimora e dalla futura padrona, la sua ex fidanzata che si è trasferita lontano in cerca di una nuova vita che stenta a decollare. Storie molto diverse ma che si assomigliano per un sottile filo di malinconia che le unisce e le lega, anche a loro insaputa.

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Home: Una storia delicata

Entra in casa e vede la sacca rossa. Lei sta ricamando raggomitolata sul divano. E' un gatto. Alza gli occhi e sorride. Hanno molte cose da dirsi, ma preferiscono spesso il silenzio. Comunicano con il silenzio. Soprattutto lei, gatto difficile da capire. Con dei movimenti rapidi si scioglie dal divano, prepara in fretta le ultime cose e mangiano. Le poche parole che si dicono servono per non sentirsi in imbarazzo.
Sono sposati da anni e si amano.


La scrittura di Daniele Garbuglia è leggera e delicata. La storia si muove piano e, nonostante gli argomenti non siano facili e del tutto piacevoli, l'autore riesce a renderli lievi. Garbuglia ha la capacità di descrivere molto bene i piccoli gesti quotidiani, i pensieri delle persone e i loro momenti di solitudine. Un romanzo malinconico, dove si descrive una parte della vita di alcuni personaggi quasi spiando dalla loro finestra. Non c'è un inizio o una fine, una soluzione, è solo un pezzo di esistenza che viene raccontata.
Serena vuole un figlio e in questo momento tutto ruota intorno al suo preciso desiderio, tutto è finalizzato a soddisfarlo. Compagno, lavoro, casa sono tutti messi in secondo piano, accantonati, ma utili se necessario e presenti perché funzionali alla concretizzazione della sua necessità di diventare madre. Con Giovanni, il marito, non parla quasi più, ha smesso di comunicare e il sesso che fa con lui scaturisce sempre dalla speranza di rimanere incinta; il lavoro, che svolge a casa, è una parentesi per non pensare. Le giornate sono scandite dagli appuntamenti in una clinica specializzata per la fertilità, dalle cure che deve fare, dall'allenamento in piscina e da incursioni nella stanza di un bambino che ancora non c'è, pronta e curata in ogni minimo dettaglio, un rifugio sicuro, apparecchiato di sogni e di speranze. Giovanni disegna scarpe, tempera le sue matite ed è triste per l'allontanamento da Serena, per il fatto che non riesce ad alleviare le sue sofferenze e a soddisfare il suo desiderio di maternità. Il loro è un rapporto solido, che sta subendo delle forti scosse ma che non si sgretola. Poi c'è Stefano, che era uno degli operai impegnati nella costruzione della casa di vetro dove vive la coppia, un uomo infelice, attanagliato da pensieri tristi, che si sente sconfitto perché la sua ex fidanzata, Margherita, è andata lontano. Con lei è partito anche il suo ultimo rapporto serio, quello in cui pensava di poter credere. Quest'uomo conta le briciole rimaste sul tavolo dopo aver cenato da solo, un giorno ritrova la pianta della casa di vetro che tanto l'aveva colpito mentre contribuiva a costruirla e ripensa a quella donna bionda, la giovane moglie del proprietario, per la quale aveva sentito una bruciante passione. Pensa ancora a lei, a come sarà diventata, se è ancora bella, ricorda quando arrivava al cantiere in bicicletta e agli sguardi che le lanciava senza che lei se ne accorgesse.
Tre vite tristi senza saperlo ad un certo punto si rincontrano, per un altro momento fanno un altro piccolo pezzo di strada assieme. L'autore le fotografa e le racconta in questo breve tratto, le mette a nudo con semplicità, con discrezione, come se le osservasse anche lui da una grande finestra fatta di vetro.


Alice Scolamacchia  (22-05-2007)

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