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Brianza Vigila, Bolivia Spera
Brianza Vigila, Bolivia Spera
Cosimo Argentina 
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Romanzo, Italia 2006
96 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: No Reply , 2006
ISBN 88-89155-12-4


No Reply

La signora Norma e suo figlio Eusebio sono titolari dell'agenzia investigativa Vigila. Vivono insieme in località Desire e si muovono su una rumorosa autoambulanza acquistata ad un'asta fallimentare. L'energica e curatissima Norma è un'arzilla settantaduenne che conosce a menadito il codice di procedura penale, ama vestire di rosso, fumare all'impazzata e intrattenersi carnalmente con suo cugino Pino; il piccolo Eusebio ha quarant'anni, soffre di varie malattie, è innamorato di Camilla, una prostituta minorenne della Georgia, e ama addormentarsi nell'autoambulanza di servizio. Un bel giorno i due investigatori accettano come loro cliente Organo Enfiato, noto sfruttatore della zona, che si è rivolto all'agenzia per scoprire chi e perché ha ucciso tre prostitute della sua scuderia. Ecco allora una nuova avventura per l'indomita coppia di segugi che si troverà ad indagare tra malavita, politica, criminalità varia, vigili alti due metri e bassi dalla pericolosità estrema, prostitute, giornalisti, assessori, sindaci in coma e dubbie bibliotecarie.

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Brianza Vigila, Bolivia Spera: Fermati o mamma spara!

Ai lati del consiglio comunale schierato ci sono gli stendardi municipali. Sono in stoffa damascata: uno raffigura una trebbiatrice su un campo di grano su cui si legge: A Laurà; l'altro mostra un calabrese crocifisso davanti alla Grigna con su la scritta: Tel chi el terùn de l'ostia.

All'inizio si fa un po' fatica a procedere nella lettura: ci si chiede se quello che l'autore ha scritto l'abbia pensato quando era appena sveglio, reduce da strani sogni. Quella di Cosimo Argentina è una scrittura di grande memoria, indiscussa concentrazione e dalle mille domande: occorre ricordarsi tanti nomi di persone e luoghi e ad ogni parola ci si chiede se davvero quelle persone esistono e se i luoghi hanno una reale collocazione geografica. Il romanzo non ha un genere così definito, potrebbe essere un giallo, un noir, uno scritto umoristico o grottesco, una storia fantastica o addirittura un esercizio di stile. L'autore è indubbiamente molto bravo: gli vengono facili dotte, interessanti citazioni e la scrittura è molto ben curata, anche se la dose di umorismo alle volte è troppo elevata. Ottima la scelta del romanzo breve, ma il lavoro è eccessivamente denso: troppi personaggi che vivono e si muovono convulsamente in un mondo che va troppo di corsa, in cui è difficile riuscire a stare dietro a tutto. Tutta questa frenesia induce nel lettore una sorta di ansia da prestazione, che fa pensare che non si arriverà mai alla fine.
Eppure, la storia fa ridere e pensare, forse proprio perché l'autore è un maestro nell'accomunare e ben miscelare serio e faceto.
Certo, nessuno vorrebbe avere a che fare con i personaggi di questo libro, che dubito fortemente solletichi il desiderio di partire per la Brianza.


Alice Scolamacchia  (02-04-2007)

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