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Mal di pietre
Mal di pietre
Milena Agus 
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Romanzo, Italia 2006
119 pp.
Prezzo di copertina € 12
Editore: Nottetempo , 2006
ISBN 88 7452 095 6


Nottetempo

Il cosiddetto male delle pietre, in sardo "Su mali de is perdas", sono i calcoli renali. Di questo male soffriva la nonna paterna dell'autrice. Ma la sua vera malattia non stava nei reni bensì nel cuore, era carenza d'amore. Anche la nonna materna ne era affetta. Entrambe vissero la loro vita ricordando o inventando l'attimo d'amore. A ricostruirlo per noi, la nipote.

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Mal di pietre: Tra le righe, musica e poesia

In ogni famiglia c'è sempre uno che paga il proprio tributo perché l'equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi.

In Mal di pietre il filo della memoria unisce le generazioni di nonne, madri e figlie: la nipote racconta la vita della nonna paterna grazie ai momenti vissuti con lei da piccola e ai ricordi dei genitori, mentre la madre le svela la vera personalità dell'altra nonna. Sono storie di donne colpite dal "mal d'amore", la carenza del vero affetto: una lo vive per un attimo con un compaesano emigrato nelle città industriali del Nord per cercare lavoro e ritornato deluso ed infelice, l'altra lo inventa con un uomo incontrato ad un impianto termale del Continente, vicino Civitavecchia, malato come lei di calcoli renali. Le due storie sono calate pienamente nella Storia dell'Italia del Novecento: la Seconda Guerra Mondiale, il bombardamento degli alleati a Cagliari, il campo di concentramento, la Liberazione ed il ritorno a casa dei reduci, gli anni della ripresa economica con molti sardi costretti ad emigrare al Nord in cerca di lavoro, la lontananza dalla propria terra, poi un rapido passaggio negli anni Ottanta e Novanta quando l'età avanzata ripiegava le nonne sui propri acciacchi fino ad arrivare all'oggi, al passaggio del testimone alla nipote che ristruttura la casa paterna di via Manno a Cagliari per abitarci con il suo innamorato.

La forza della scrittura di Milena Agus ricostruisce tutti questi momenti bagnando ricordi e fantasie nel mare della poesia e della musica. Le poesie, distratte ed incantante, sono scritte dalla nonna materna per parlare del suo amato poi fuggito via; la musica è quella non suonata ma ascoltata dalla nonna paterna che sarà la madre di un promettente pianista. La struttura del libro è per capitoli: alcuni fanno da cerniera da un punto all'altro del racconto, altri, dalla scrittura incisiva, sono dei brevi racconti all'interno della storia ed esprimono la carica vitale delle protagoniste (l'incontro con l'innamorato alle terme, la visita a Milano alla sorella emigrata per trovare lavoro, il viaggio nell'entroterra sardo intrapreso dalla figlia per conoscere l'identità del padre). Cagliari e Genova sono altri due personaggi del racconto: l'autrice ne riporta sulla carta i colori, i profumi, le strade, i paesaggi, l'affaccio sul mare, in quello che è un invito al viaggiare come ricerca di sé.



Claudia Savarese  (29-01-2007)

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