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Contro Ratzinger
Contro Ratzinger
anonimo  
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Saggio, Italia 2006
158 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: ISBN , 2006
ISBN 88-7638-038-8


ISBN

Saggio sulla figura di Joseph Ratzinger e disamina della sua produzione scritta e delle dichiarazioni pubbliche, sia antecedenti il suo pontificato che successive all’elezione papale. Vengono analizzati nel saggio i rapporti intercorsi tra Papa Giovanni Paolo II e l'allora Cardinale Ratzinger -tra contraddizioni e misteri, nella polarità diametrale delle differenze tra i due personaggi- l’analisi della filosofia ratzingeriana in merito alle questioni di bioetica, sessualità e aborto, e il passato di Benedetto XVI nella Germania nazista.

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Contro Ratzinger: Quanto forte il pensiero di un uomo?

Cerca di essere gentile con gli uomini, Joseph. Cerca di distinguere sempre tra paura e speranza.

Molte maiuscole, in questa recensione. Alla tedesca. Davvero, fa effetto scrivere queste righe nella notte di Natale, quest’anno così surreale. Proprio nel giorno in cui si sono celebrati, in forma civile, i funerali di Piergiorgio Welby, dopo che la Curia di Roma ha rifiutato i funerali in chiesa ad un uomo che ha reiterato il desiderio di concludere la propria vita con l’eutanasia. Dio è Amore, dice la Chiesa Cattolica, ma a quanto pare vige soprattutto il diritto canonico. In questo senso sembra non essere possibile l’indulto sulla terra per la Chiesa, e Ratzinger è stato inflessibile nel non concedere una cancellazione della pena che chiunque abbia nel cuore il dono della fede avrebbe ritenuto un gesto di infinita umanità, o di pietà, di carità. E invece. Torna quindi utile riflettere sulla figura dell’attuale Papa, proprio a Natale, dove la religione cattolica proclama la discesa dell’Amore (Agape, non Eros) sulla Terra. Certo la Chiesa è costituita da uomini, fallibili quindi. Ma proprio il dogma dell’infallibilità papale, così distante dal pensiero laico e modernista, rende necessario un confronto sereno e una riflessione individuale tra due diversi punti di vista, due diverse concezioni del mondo. Da questo presupposto si sviluppa opportunamente questo pamphlet.

Il titolo certamente è ben centrato, una calamita. Così come la grafica del volume, con i colori bianco e giallo che richiamano la bandiera dello Stato Pontificio. Al di là pertanto delle opinioni di chi scrive, il centro dell’analisi è la riuscita o meno di questo testo nei confronti delle premesse che l’Autore -anonimo- spontaneamente dichiara nelle prime pagine: “Questo libro ha per oggetto il messaggio dell’attuale Pontefice e la sua consistenza morale e filosofica. Prende in esame le istruzioni del prefetto, le conferenze del teologo e i pronunciamenti del Papa dall’arrivo a Roma nel 1981 fino alla prima enciclica del gennaio 2006. Ripercorre la vita, gli atti politici (compresi i più sconosciuti ed imbarazzanti) e analizza la figura di Benedetto XVI anche in rapporto a quella del suo predecessore. Un pamphlet utile per capire, necessario per difendersi”. C’è da capire, certo; ma da difendersi? Nella consapevolezza di un argomento talmente delicato -perchè siamo italiani, e perchè un imprinting cattolico, piaccia o meno, è comunque parte della nostra cultura nazionale- bisogna tuttavia riconoscere che non tutti gli obiettivi enunciati dall’Autore sono stati completamente conseguiti. In particolare, l’identificazione della struttura Chiesa con la voce del suo rappresentante crea una serie di facilitazioni che non semplificano una disamina necessariamente legata a testi, pensieri, singole frasi, o parole.

Un vero peccato (ma non credo l’Autore si confesserà al riguardo), perchè il punto di partenza era ottimale: il confronto tra Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. La dottrina del pensiero, della ragione teologica, confrontata con quella del corpo, dei sensi. Molto più difficile da seguire la prima, per chi non abbia un’educazione alla speculazione filosofica che oggettivamente in pochi, anche tra i fedeli, oggigiorno possiedono; molto più immediata e a suo modo catechizzante la seconda, grazie ad un uso eccezionale del corpo e della fisicità del messaggio (la voce tagliente del celebre “convertitevi!” ai mafiosi siciliani, il corpo tremante piegato dalla malattia nelle domeniche romane). Due differenti forme di marketing, perchè no. Cercare tuttavia di interpretare l’operato di ciascun pontefice secondo le chiavi di lettura individuate per l’altro è operazione sterile, e forse inconcludente.

Molto più interessante è invece la parte conclusiva del volume, in particolare gli ultimi capitoli dedicati al pensiero di Ratzinger circa i rapporti tra omosessualità e Cristianesimo, e ancor più il successivo, dedicato al concetto di Vita e alle sue infinite, delicatissime derivazioni antropologiche. In queste pagine vi sono infatti testi davvero importanti, che lasciano intendere ipso verbo il pensiero di chi li ha scritti senza filtri o interpretazioni soggettive fuori luogo. Per capire il pensiero di questo Papa bisogna davvero forse tornare ad un’esegesi del testo, della parola. Qualsiasi esito si possa ottenere. Il pensiero di Ratzinger si pone in forma dicotomica e certamente sfidante alla modernità, al senso comune, (anche al buon senso?), e comunque ci si ponga rispetto all’infallibilità cattolica del Pontefice pare importante, necessario, riprendere in mano questi messaggi, per provare a confrontarsi, laicamente, o a giustificare, cristianamente. Ciascuno legga, e tragga le proprie conclusioni. Ciò che conta è informarsi, riflettere. In questo senso questo saggio risulta di indubbia utilità.

Il pamphlet si apre con un fantasioso epilogo in forma di prologo e si chiude con un prologo in forma di epilogo, dove si immaginano gli esiti del pontificato di Benedetto XVI. Romanzati, simpatici; forse non necessari.

Per chi si aspetta qualcosa di "forte", il libro non può che deludere. Piace tuttavia pensare a Contro Ratzinger non come ad un'occasione persa, ma come un primo passo per un confronto, sereno ma argomentato, tra due mondi certamente ricchi di pensiero, ma scarsamente in grado di difendersi sul piano critico, e soprattutto autocritico. Ma attraverso la lettura dei suoi scritti, è l’assenza del dubbio di questo pontefice, anche quando oggettivamente tutto il mondo gli dà contro, che lascia, da credenti o non credenti, oggettivamente spaesati.



Alberto Campagnolo  (04-01-2007)

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