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Palermo una cipolla
Palermo una cipolla
Roberto Alajmo 
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Racconti, Italia 2005
125 pp.
Prezzo di copertina € 9
Editore: Laterza , 2005
ISBN 8842074365


Laterza

Dieci monologhi dedicati ad un ipotetico viaggiatore che arriva a Palermo non si sa da dove n per far cosa ma che è preso da quella curiosità e da quei dubbi che condividono tutti coloro che visitano la città. Il viaggiatore arriva e Benvenuto nella Città è il primo monologo che lo accoglie. Continua poi con I luoghi comuni, Mal di Città, La morte non è poi così brutta come la si dipinge, Gli sguardi e le facce, A proposito di mangiare, Il mare non bagna la Città, Le ville, i giardini, Pratiche di autoesotismo, O la va o la spacca. Brevi racconti che in forma diretta raccontano al viaggiatore/lettore la città di Palermo come solo un palermitano “sul serio” potrebbe raccontargliela.

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Palermo una cipolla: Antologia dei luoghi comuni palermitani

Ne hai sentite di storie sulla Città. Anche questa guida ha contribuito a raccontartene almeno un paio che se non sono false, poco ci manca. Ma ti assicuro che qui vengono raccontate per vere. E dopo un poco questo genere di storie a forza di raccontarle diventano vere sul serio.

“La Città è così. È fatta a strati. Ogni volta che ne sbucci uno ne resta un altro da sbucciare.” Così parla della città di Palermo Roberto Alajmo, e non possiamo che dargli ragione. Scopri qualcosa della città, la fai tua, ne sei in un qualche modo anche rassicurato e ti accorgi che sotto c’è altro ancora che non avevi notato, un altro velo da sollevare. Roberto Alajmo ha due grandi pregi, scrive benissimo – è audace, ironico, acuto, intelligente- e conosce bene la realtà palermitana, quella vera, quella che conosce soltanto chi in quella città c’è cresciuto e o la ama o la odia, o ancora non ha deciso ma comunque gli appartiene. E lo sa.
In Palermo è una cipolla colleziona tutte quelle storie metropolitane, quelle abitudini, quei modus vivendi che ha ogni luogo, ma che appartengono soltanto agli indigeni e che raramente vengono messi a fuoco tanto bene. Il mare che bagna la città ma non si vede, lo sguardo rapace ma innocuo degli indigeni sulle femmine, l’atterraggio in uno degli aeroporti più inquietanti d’Italia con applauso, il tour dei morti ammazzati sono solo alcuni dei punti -dolenti?- toccati con impeccabile consapevolezza.
Un piccolo libro delizioso che non dovrebbe sfuggire n ai palermitani, che tanto hanno bisogno di un po’ di autoironia, n ai palermitani trapiatantati da un’altra parte ai quali regalerà qualche ora di irriverente nostalgia. Da proporre a tutti quelli che per un qualunque motivo hanno a che fare con Palermo e Palermitani. Dopo averlo letto saranno un po’ meno forestieri.


Simonetta Degasperi  (21-11-2006)

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