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Il magnifico Oz
Il magnifico Oz
Ferruccio Fanciullacci 
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Romanzo, Italia 2006
116 pp.
Prezzo di copertina € 11
Editore: Pendragon , 2006
ISBN 88-8342-453-0


Pendragon

Il magnifico Oz è un viaggio in Paradiso, “quello vero”, non il retorico luogo comune che siamo abituati ad imparare a catechismo. Un luogo surreale, molto più simile alla Terra e alle sue mediocrità di quanto non si possa immaginare. La causa di tutto questo, il cattivo rapporto tra Dio e Gesù dopo la crocifissione di quest’ultimo molti secoli addietro. Mario, il protagonista del racconto, riuscirà a farsi perdonare del suicidio commesso in vita, regalando addirittura a Dio (che assomiglia fisicamente al protagonista del film Il mago di Oz) e a suo figlio una magia che possa riportare il Paradiso ai suoi antichi splendori. Un simpatico racconto sul cinema e le sue suggestioni.

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Il magnifico Oz: Un piccolo, nostalgico vangelo apocrifo

Le stelle sono le lanterne migliori.

A Fabrizio de André, autore de “La buona novella”, un album ispirato ai vangeli non riconosciuti dalla tradizione cristiana, scritti che parlano di una figura di Gesù molto istintiva, ribelle e piena di fascino, sarebbe di certo piaciuto questo piccolo libro, scritto con semplicità da un ristoratore bolognese assolutamente sconosciuto al grande pubblico. Una rilettura delle sacre scritture, trasfigurata grazie a suggestioni prese a prestito dal mondo del cinema e del musical: Il magnifico Oz, senza pretese che non siano quelle di regalare pagine leggere, racconta forse più dell’autore di quanto non possa sembrare alla prima lettura, e il riferimento ai vangeli e alle figure della religione cristiana è un pretesto per parlare delle origini più profonde delle emozioni. Emozioni, nel caso di Fanciullacci, assolutamente istintive e sanguigne. Ma allo stesso tempo visionarie.

Jesus Christ Superstar si fonde così alla Buona novella di De André. Un racconto profondamente umano, nei suoi limiti narrativi (che, per una volta, vogliamo accantonare) tanto quanto nei suoi slanci di entusiasmo. Non è grande letteratura, certo, ma questo racconto si lascia leggere con simpatia. Il protagonista, Mario, è un suicida che rivendica il suo posto in Paradiso in quanto sognatore e appassionato di film. Ma questo “Nuovo cinema Paradiso” non ha nulla di retorico, ed è anzi abbastanza desolante nella sua descrizione. Gli angeli custodi non vengono più riconosciuti (chi vive il Paradiso non crede più a niente). Discariche a cielo aperto al posto dei verdi pascoli descritti nella Bibbia. Lo stesso Gesù vestito con jeans stracciati, barba incolta e aspetto da clochard. Allo stesso tempo però questo Paradiso, in uno slancio di riscatto “socialista”, accoglie e abbraccia le coppie omosessuali, -chiamate coppie omogenee. "Cosa c’è di male o di strano - spiegano gli angeli a Mario - Si amano punto e basta". Pagina dopo pagina il Paradiso diventa davvero un luogo di redenzione, prima ancora che di beatitudine. Diventa una speranza. Una possibilità.

Ogni pagina è una dichiarazione d’amore al cinema, "una magia che dura quanto vuoi tu", forse un po’eccessiva e stucchevole, come tutte le dichiarazioni d’amore viste dall’esterno. E’ bello però, per noi lettori, immaginare l’umiltà e l’entusiasmo di un ristoratore bolognese che decide di dare forma, su carta, al film della propria passione. E farcene, per un’ora, partecipi.



Alberto Campagnolo  (19-11-2006)

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