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L'uomo arma
El arma en el hombre
Horacio Castellanos Moya 
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Romanzo, El Salvador 2001
100 pp.
Prezzo di copertina € 14
Traduzione: Nicoletta Santoni
Editore: La Nuova Frontiera , 2006
ISBN 88-8373-068-2


La Nuova Frontiera

Dopo anni di guerra civile nel Salvador, un soldato di uno dei battaglioni più feroci si ritrova senza ordini, senza obiettivi, senza lavoro. Il disorientamento non dura molto perché ben presto trova nuovi e più pericolosi clienti che sembrano riportarlo al suo passato, ma invece gli mostrano un altro futuro, che è molto peggio.

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L'uomo arma: La guerra degli altri secondo Horacio Castellanos Moya

Molti degli uomini al mio comando sono morti, ma questo fa parte della guerra, i deboli non sopravvivono.

L'incipit racconta già tutto: "Nel plotone mi chiamavano Robocop. Ho fatto parte del battaglione Acahuapa, delle truppe d'assalto, ma quando la guerra è finita, mi hanno smobilitato. E sono rimasto senza niente: i miei unici averi erano due AK-47, un M-16, una dozzina di caricatori, 8 granate a frammentazione, la mia pistola nove millimetri e, d'indenizzo, un assegno equivalente a tre mesi di salario". L'uomo arma è un guerriero duro, preciso, combattivo e molto efficace, e presentato dallo stesso Horacio Castellanos Moya (nella pratica postfazione di Nicoletta Santoni) come "brutale, ma non sadico perché non sceglie, esegue degli ordini". Non gli importa chi o cosa organizzi le sue efferate missioni e il nomignolo preso in prestito dal futuristico film di Paul Verhoeven, dove un homme machine ritrova un briciolo di moralità e trova una sua identità tra vendetta e giustizia, gli si adatta alla perfezione: è una macchina da guerra, programmata per sopravvivere, prima di tutto. Con la fine delle ostilità e la smobilitazione per L'uomo arma si apre uno scenario inatteso: con il suo arsenale e il suo carico di incubi non sa ne' dove andare ne' cosa fare, caratteristica che lo accomuna un po' a tutti i veterani. Ma nel crocevia di interessi che hanno distrutto molti paesi del Centro e Sud America, e a cui un sottofondo del romanzo di Horacio Castellanos Moya fa riferimento costantemente, un sergente con tutta quell'esperienza e quelle armi trova ben presto un impiego. Segue un colpo di scena dopo l'altro (va da sé che il lavoro è tutt'altro che legale) e L'uomo arma attorciglia un reportage di guerra ad un noir tesisissimo e crudele, con un protagonista che non tradisce alcuna emozione ("Io avevo solo eseguito il piano operativo che mi era stato ordinato" dice in uno dei passaggi finali, dopo essersi lasciato alle spalle una scia di sangue) ed è travolto dagli eventi. Un romanzo crudo, grezzo ed efficace.

Marco Denti  (29-10-2006)

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