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La Vivandiera di Montélimar
La Vivandiera di Montélimar. Il secolo delle reviolte logiche e la nascita della cucina moderna nelle memorie di una pétroleuse.
Gianni Emilio Simonetti 
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Saggio, Italia 2004
183 pp.
Prezzo di copertina € 15
Editore: DeriveApprodi , 2004
ISBN 88-88738-52-5


DeriveApprodi

Ginevra, la protagonista di questo libro, tiene le fila di una storia complessa e intrigante, che si snoda partendo da un quadro del seicento napoletano, passa per la rivolta della Comune di Parigi del 1871 e arriva fino ad una scuola di cucina per abili ménagères. La sua storia offre lo spunto per una profonda riflessione sulle origini della cultura del cibo, che individua nell’alimentazione un'esigenza non esente da tranelli e che nasconde complessi processi di dominazione. L’insurrezione di Parigi, soffocata nel sangue e terminata con l’esilio coatto dei suoi protagonisti lascia a Ginevra, che ha conosciuto la fame, l’eredità di cuciniera, che lavorerà per le famiglie borghesi. Così Ginevra si troverà circondata da giovani donne e darà vita ad una scuola di cucina dove riuscirà a speigare il nesso fra l’esigenza della rivolta ed il piacere del cibo.

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La Vivandiera di Montélimar: L’esigenza della rivolta ed il piacere del cibo

Guardò la pétroleuse e ripensò a quanto le aveva detto, tra un giro di artiglieria e l’altro, Louise, con la sua voce roca e il suo stile pacato. La rivolta, Ginevra, è una forma culturale, non lo dimenticare mai, ma per noi proletari è anche di più e la nostra sola occasione di essere felici.

La Vivandiera è un romanzo dalle molteplici implicazioni. In primo luogo è la storia di una donna che racconta la sua vita, e che con un delicato lavoro letterario attraversa momenti significativi della storia di Francia come la Rivolta della Comune di Parigi. Il cibo, inteso come elemento principale della società, è al centro della narrazione. Alle volte si vedono passare piatti succulenti, altre volte il pane manca sulle tavole. Ginevra, la coltissima protagonista, si trova a vivere il passaggio dal XIX al XX secolo approfondendo il suo interesse per l'arte culinaria. Il suo amore per la cucina si trasforma negli anni, dopo il fallimento della rivoluzione, in un elemento fondante per la sua personale lotta di classe. Lo stile di Simonetti è assai complesso, talvolta quasi involuto, ma ha il pregio di essere sempre lucido e privo di elementi superflui, sorretto da una storia di grande intensità emozionale.
La Vivandiera non è certo un libro di agile lettura, sebbene possegga pagine avvincenti, ma senza dubbio è un romanzo capace di lasciare il segno nella letteratura italiana di questi anni.


Simone Bardazzi  (22-10-2006)

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