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La guerra del basilico
La guerra del basilico
Nico Orengo 
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Romanzo, Italia 1994
196 pp.
Prezzo di copertina € 9,50
Editore: Einaudi , 2006
ISBN 88-06-18296-X


Einaudi

Una splendida quanto letale creatura ha iniziato a infestare le acque della Riviera di Ponente. Si chiama Caulerpia Taxifolia ed è un’alga assassina, una spietata serial killer tropicale. Su come ci sia finita, nel Mediterraneo, Sandra Piovano e i suoi colleghi biologi un sospetto ce l’hanno: dev’essere fuoriuscita per errore dal Museo Oceanografico di Montecarlo. È per questo che Sandra si trova oltre confine, per tentare di risolvere in qualche modo il problema, sperando che i diretti responsabili, fingendo collaborazione, non le mettano troppo i bastoni tra le ruote. Ma la sua missione ha un pessimo inizio: rimasta senza stanza allo “Splendid” di Montecarlo, Sandra viene dirottata al “Tropicana”, un albergo scalcinatissimo in territorio italiano, dove incontri inaspettati daranno una piega imprevista alla sua trasferta di lavoro…

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La guerra del basilico: “Tropicana”, quante storie

Tornò a sedersi sulla seggiola e a guardarla. Pensò che le donne quando dormono sono più belle e fanno meno paura o forse è solo che danno meno pensieri. Stanno lì con il loro corpo così bello e così diverso e non c’è bisogno d’altro.

Sandra fa la biologa, ha una bambina piccola e un marito fedifrago appena messo alla porta. Al “Tropicana” non ci voleva andare, aveva prenotato altrove, ma non si sa per quale disguido ha trovato la sua stanza già occupata.
Oscar ha l’anima raminga e per lavoro cerca oggetti unici che contengano schegge di sogno. Lui al “Tropicana” c’è arrivato in autostop, sulle tracce della sedia a sdraio su cui Grace Kelly si crogiolava al sole in Caccia al ladro.
Adriano, dal canto suo, al “Tropicana” ci lavora, anzi, si danna letteralmente l’anima per evitare che la baracca si sgretoli sotto tonnellate di debiti. Il suo pensiero fisso è la donna che il mare gli ha regalato tanti anni prima e che lui ha amato nel segreto di una notte febbrile…
È fatale che le loro storie si intreccino – e non è forse proprio questo il bello degli alberghi, crocevia, temporanei e precari, di destini? Così, se è subito sottile gioco di seduzione tra la biologa e il rigattiere, quest’ultimo, grazie a una gonna gialla, potrebbe risolvere il mistero che ancora ossessiona il maître del “Tropicana” e che gli fa rendere un culto devoto a una mastodontica pianta di basilico. Naturalmente, perché ogni legame si sciolga senza la minima resistenza, basta far la valigia e partire. Cose che capitano ogni giorno, negli alberghi. Il “Tropicana”, però, è un albergo speciale, visto che sta andando in malora. Che il suo travolgente sfacelo sia o no metafora, quel che è certo è che le storie di gente comune che “contiene” sono vivificate da una scrittura gustosa e ironica, profondamente sensitiva e spesso tinta di malinconia, capace di cogliere con nettezza dettagli anche minimi e sottilissimi sommovimenti dell’anima, traendo i massimi effetti dalla più semplice quotidianità.


Carla Arduini  (01-10-2006)

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