In America si devono essere accorti che, qualsiasi sia l’argomento, David Foster Wallace ha qualcosa di intelligente, acuto e divertente da dire e Considera l’aragosta ne è la prova tangibile. Non so voi, ma non mi viene in mente qualcun altro in grado di disquisire delle doti artistiche di Rocco Siffredi e di TTBoy (preferisce Rocco), delle implicazioni politiche dell’uso della lingua e di moltissimo altro ancora, dando sempre l’impressione di sapere quello che dice e mantenendo in equilibrio perfetto senso dell’umorismo e serietà di fondo.
Vero, seguire Foster Wallace nelle vertiginose profondità delle note a pié di pagina che occupano una buona metà del libro (e che sono una specie di marchio di fabbrica, ormai) non è proprio semplicissimo. Per quello che può valere, tuttavia, vi dirò che non ve ne pentirete affatto. Stesso discorso per la valanga di abbreviazioni di cui lo scrittore americano si serve (sia nelle note che altrove) senza alcun preavviso: finirete probabilmente per amarle, se non le avevate mai sperimentate prima.
Il punto è che ci troviamo di fronte ad uno dei più brillanti scrittori contemporanei, che riesce ad essere assolutamente imperdibile anche quando stronca un libro che non leggerete mai e di cui, non a caso, non avevate mai sentito parlare e che diventa cruciale quando rivolge il suo interesse verso il favoloso mondo che ci circonda.
Leggere. E basta.
Marco Dellantonio
(09-09-2006)
Leggi tutte le recensioni di Marco Dellantonio
La consapevolezza dell'esistenza di altri stili di vita mette a disagio, dal momento che rappresenta una sfida alla modalità quotidianamente accettata e praticata senza porsi domande né dubbi.