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Supervita
Supervita
Marco Bacci 
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Fantascienza, Italia 2006
345 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Marsilio , 2006
ISBN 88-317-8932-5


Marsilio

Supervita è un intreccio di storie in parallelo costruite intorno all’operatività della “Macchina di Torquay”, indimostrabile -ma funzionante- macchina spazio/tempo. Queste storie, tra loro apparentemente separate, acquistano progressivamente significato nella loro relazione reciproca; si sovrappongono così le memorie delle lotte partigiane contro i tedeschi, i viaggi spazio-temporali tra passati e futuri deformati e tra esistenze parallele, la costruzione di un archivio digitale delle identità neuronali delle persone decedute in attesa di essere reimpiantate in altri corpi.
Supervita è stato anche accompagnato da un booktrailer.


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Supervita: Superba vita

Alcuni ritengono che si faccia sempre sesso con se stessi, a volte attraverso l’interfaccia comune di due corpi. Se l’altro è consenziente e desiderante, nel tempo l’esperienza si trasforma. Non si arriva mai all’altro e l’altro non arriva mai a noi, ma c’è un’interessante possibilità che questo compromesso giunga a definirsi amore…

Alla fine della lettura di questo libro la sensazione che coglie il lettore è certamente quella di essersi divertito ma di non averne capito fino in fondo il contenuto. Quasi come se gli fosse sfuggito qualcosa, il dettaglio risolutore che avrebbe potuto dare senso ad un romanzo di fantascienza che sembra invece composto da dieci differenti romanzi incastrati uno dentro l’altro come un puzzle bizzarro. La scatola blu di Mulholland Drive di David Lynch, per intenderci. E proprio come Mulholland Drive, anche dopo aver decifrato ogni lato oscuro della trama, resta qualche aspetto irrisolto. Smontare e rimontare un orologio, con qualche piccola vite e due molle non utilizzate che restano sul piano del tavolo. L’orologio magari funziona ugualmente, eppure qualcosa non torna.

Supervita, un enigma superbo, presuntuoso. Forse persino troppo denso, come romanzo, troppo carico di materiale narrativo che sarebbe bastato per generare non uno, ma diversi racconti tra loro separati, Supervita è assolutamente delirante, una febbre della mente che partorisce incontrollate, scintillanti visioni, surreali deformazioni di storie che forse prese singolarmente non hanno senso, o forse ne hanno troppo e non si fanno cogliere con facilità. Ma tra loro composte prendono fiato e volano alto. La prosa è molto scarna e secca, gradevole nella lettura ma altrettanto complessa nella necessaria concentrazione per sforzarsi di capire l'intreccio delle diverse storie senza perdere il filo.

Sogni. Voli della coscienza incontrollati e distorti nel ricordo. Supervita è lo slancio estremo dell'immaginazione, la conquista del pensiero su di sè. Uno sforzo della mente (così vicino alla “prensione noetica”, la conquista del pensiero dell’atto stesso del pensare) carico di apprensione ed estasi che trasuda da queste pagine velocissime, lampi di memoria non lucidi magari, ma certamente carichi di suggestione ed evocazione.

L'autore è molto intelligente e addirittura scaltro nello sviluppare una narrazione così complessa a partire da una buona idea di base (una macchina spazio-tempo che proietta una dimensione su di un'altra, ma deformandola appena); tuttavia, forse per eccesso di zelo, con lo scorrere dei capitoli sembra perdere il controllo di un meccanismo tanto elaborato, e la sensazione è quella di una serie di informazioni mozzate, incompiute.

Resta l'inquietante domanda: è il libro ad essere troppo contorto o noi ad essere poco intelligenti nel capire fino in fondo la trama della storia? Come interrogativo non è poi molto incoraggiante. Per risolvere le disequazioni di secondo grado, abbiamo già dato al liceo.



Alberto Campagnolo  (09-09-2006)

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