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Magari fossi un'onda
Quem me dera ser onda
Manuel Rui 
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Romanzo, Angola 1991
100 pp.
Prezzo di copertina € 11
Traduzione: Letizia Grandi
Editore: La Nuova Frontiera , 2006
ISBN 88-8373-060-7


La Nuova Frontiera

Luanda, Angola, subito dopo l'indipendenza: per ovviare al razionamento alimentare, una famiglia decide di allevare un maiale nel proprio appartamento, in un quartiere popolare. L'idea, peraltro proibitissima, suscita una raffica di situazioni esilaranti e amarissime che hanno per protagonisti soprattutto i bambini che nel maiale vedono qualcosa in più che una futura serie di braciole.

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Magari fossi un'onda: La dieta della rivoluzione

E' bastato cambiare ministro per far arrivare la carne nelle file. Vediamo ora se la piccola borghesia gli mette i bastoni tra le ruote. Così deve essere. La rivoluzione comincia dalla pancia.

Allevare un suino in casa, con tutto il contorno di grugniti, puzze e abitudini alimentari, è utopico, nel senso proprio di non aver luogo, ovunque ma nell'Angola immediatamente dopo l'indipendenza e nella febbre della rivoluzione è anche un'idea pericolosamente "borghese" e quindi molto rischiosa. Diego, un onesto padre di famiglia, però è sfiancato dalla dieta rivoluzionaria a base di riso e pesce fritto e con il maiale sul balcone dell'appartamento lancia il suo proclama di ideali e certezze: "Tribalismo! Lascia perdere gli ismi, moglie, che non riempiono la pancia. Il pescefrittismo è un ismo, il fungismo e tutti gli altri ismi della pancia. Tribalista è chi combatte gli ismi della pancia del popolo". L'agognata carne però è una fonte inesauribile di problemi: intanto diventa un cucciolo per Zeca e Ruca, i figli di Diego, che cominciano ad accurdirlo e gli si affezionano. Poi diventa una questione per tutto il palazzo perché la sua clandestinità è una grave infrazione alla teoria e alla prassi rivoluzionaria. Sarà un caso anche per l'insegnante di Zeca e Ruca che s'ingegneranno in tutti i modi per salvare la vita al suino ed evitare guai alla famiglia. Anello dopo anello, una catena di episodi esilaranti (tutti da scoprire uno per uno) porta al finale senza concedere una pausa al ritmo trascinante imposto dalla storia e dalla narrazione di Manuel Rui. Con leggerezza e tantissima ironia Magari fossi un'onda tocca e rischiara i drammi di una nazione, dalle imposizioni burocratiche ed ideologiche alla fatica quotidiana di trovare il cibo, dall'ombra della guerra finita al timore di quella che può cominciare da un momento all'altro, dall'ambiguità dei fedeli rivoluzionari alle privazioni del popolo nel nome del quale tutto avviene e tutto succede. Perfetto nella rapidità del suo svolgersi, Magari fossi un'onda non concede alcun spazio a facili moralismi, se non ad una punta di malinconia finale, quando i bambini, che farebbero a meno tanto delle rivoluzioni quanto delle guerre, sperano ancora nel carnevale e del sogno di diventare il mare. Un piccolo, brillante capolavoro.

Marco Denti  (06-07-2006)

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