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Incubi
Incubi
Alda Teodorani 
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Horror, Italia 2005
117 pp.
Prezzo di copertina € 8
Editore: Halley , 2005
ISBN 88-7589-111-7


Halley

Un amore finisce e un diario inizia. A scrivere è una donna, acrobata sul sottilissimo filo che separa la realtà dall’allucinazione e dall’incubo. Davanti ai suoi occhi la città si popola e brulica di esseri immondi, di mostri che si intrufolano nel normale tessuto delle cose – messaggeri perturbanti di altri mondi o figli di una mente stravolta dall’abbandono? Forse sono semplicemente personaggi in cerca di compimento, embrioni di romanzi da fare, e il diario, allora, altro non sarebbe che la radiografia della fantasia di una scrittrice e di tutte le storie che la popolano.

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Incubi: Nella tela dello scrittore

Sola, nel buio, mi sono chiesta se i personaggi dei libri quando l’autore li lascia soli si muovono autonomamente. Di certo i miei si riversano per strada a compiere massacri.

Mi piace immaginare gli scrittori come dei grossi ragni ingordi, perennemente affamati. Se ne stanno al centro della loro enorme tela, nella paziente attesa di un ghiotto boccone da ingerire. Sono onnivori, i più onnivori di tutti. Non stanno lì a sottilizzare: ingurgitano le note di una canzone come il cadavere di un’amica morta suicida, le immagini di un film o i profumi di un luogo, e poi libri ricordi incontri… Non c’è limite al loro appetito, la loro tela appiccicosa non perdona. E quando sono satolli ecco che tutto quel cibo comincia a fuoriuscire dai loro corpi sotto forma di parole, parole a getto continuo: è così che nascono i mondi nei quali i lettori amano perdersi. Incubi racconta esattamente questo: come nascono le storie, come lo scrittore sappia imbeversi del mondo là fuori per poi metabolizzarlo e usarlo come più gli piace. A metà strada tra il diario di una donna in preda alle allucinazioni e gli appunti di lavoro di una scrittrice con una fervida fantasia nera (la “voce” di Alda Teodorani e quella del personaggio/autrice del diario spesso si sovrappongono, si accavallano, diventano tutt’uno), gli eventi che si susseguono giorno dopo giorno possono esser letti sia come deliri di una mente sconvolta che come abbozzi di storie, grumi romanzeschi, materiali di lavoro. Che la scrittrice abbia voluto parlare dei segreti della scrittura e del processo creativo risulta chiaro dall’appendice, “Luoghi e persone della follia”, che è una specie di diario del diario: le date sono le stesse e anche le storie sono le stesse, ma spogliate di tutto il lavorio dell’immaginazione di cui le ha rivestite la scrittrice. Rimane la cronaca quotidiana di incontri, viaggi, esperienze (la festa dei laureati a Padova, il santuario dei cappuccini di via Veneto, l’inaugurazione di una libreria…) che stanno alla base dell’altro diario, quello pieno di incubi, lo sostanziano e ne sono la spina dorsale, anche se invisibile – quanto meno irriconoscibile. In un certo senso, Incubi è più un saggio – anche se molto sui generis – sulla scrittura, che non autonoma opera narrativa. Lo dimostra il fatto che il diario n. 1 – un po’ troppo visionario e frammentato - diventi davvero apprezzabile solo alla luce del n. 2, che ci permette di entrare nel “retrobottega” e scoprire quali siano gli ingredienti dei manicaretti appena mangiati. Sorpresa: pensavamo fossero occhi di rospo e invece erano solo ciliegie sotto spirito. Credo che Alda Teodorani volesse raccontare proprio questa sfasatura, il modo in cui la fantasia è capace di travestire il mondo, a partire da dettagli insignificanti, persino banali. C’è riuscita in parte: il suo romanzo-saggio è come avesse due teste, è formalmente irrisolto (il primo diario non dovrebbe aver bisogno che di se stesso per essere pienamente leggibile, dovrebbe poter camminare speditamente sulle sue gambe senza appoggiarsi sul secondo diario, che funziona un po’ come un apparato di note esplicative). Non c’è dubbio, però, che l’idea di partenza sia intrigante e che si provi un certo gusto a seguire i percorsi creativi di uno scrittore. I segreti, si sa, finiscono sempre con l’affascinare.

Carla Arduini  (22-05-2006)

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