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L'abisso della solitudine
Never count out the dead
Boston Teran 
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Thriller, Stati Uniti 2001
467 pp.
Prezzo di copertina € 16
Traduzione: Umberto Rossi
Editore: Fanucci , 2005
ISBN 88 347 1111 4


Fanucci

John Victor Sully, sceriffo della contea di Los Angeles, viene usato come esca per un depistaggio da una banda di criminali che ordinano alla loro killer più tossica e spietata di farlo fuori. Così Dee Storey, complice la giovane figlia Shey, spara a Sully e lo seppellisce nel deserto. Ma Sully sopravvive e per proteggersi scompare dalla scena facendosi credere morto. Più di dieci anni dopo, grazie a un giornalista di nome Landshark, Sully esce dall'ombra e torna a fare i conti con Dee e soprattutto con Shay, che ha ora venticinque anni e ricorda ancora l'uomo che ha seppellito nel deserto, lo stesso uomo che ora la madre gli ordina di uccidere.

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L'abisso della solitudine: A volte ritornano

Cominciano a rilassarsi sulle pieghe del copriletto logoro inzuppato di sudore e saliva e seme. Le violente emozioni fisiche s'assestano in brevi pause e fremiti finché tutto ciò che resta sono due cuori sonnolenti che si parlano attraverso il peso e la durata della loro vita.

Secondo romanzo di Boston Teran, il cui romanzo d'esordio Dio un proiettile ha avuto un grande successo di pubblico e di critica e ha segnato una sorta di svolta nel panorama della letteratura noir americana per il suo linguaggio brutale e moderno e per la sua inaudita violenza, L'abisso della solitudine, nonostante sia un'opera più matura della precedente, è ancora un libro impressionante, che disturba e ossessiona.

Il linguaggio è meno diretto ed eccentrico ma non per questo la storia meno potente ed originale. Il paesaggio è ancora quello della California del sud, sabbioso, caldo e ostile, dove di incontrano le due protagoniste, una madre e una figlia, due personaggi molto più oscuri di qualsiasi black lady.

Un romanzo estremamente gotico, pieno di eccessi e più nero del nero il cui messaggio, per dirla con il titolo originale, è quello di "non contare sui morti". E forse i morti sono proprio i personaggi che popolano il libro, vittime di una disperata solitudine che aliena dalla realtà e trascina la violenza e il delitto nella sfera delle cose normali.



S. M.  (10-04-2006)

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