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Fiabe sgarrupate
Fiabe sgarrupate
Marcello D'Orta 
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Ragazzi, Italia 2005
184 pp.
Prezzo di copertina € 14,50
Editore: Marsilio , 2005
ISBN 88-317-8785-3


Marsilio

“E vissero tutti felici e contenti”: in ogni fiaba che si rispetti i protagonisti, dopo una serie di imprevisti e prove da superare, ottengono la felicità. Il lieto fine è indispensabile, ma spesso per raggiungerlo i personaggi devono affrontare crudeltà di ogni genere.
Marcello D’Orta rivisita alcune tra le fiabe e le favole più famose, cambiandone i connotati e rendendole più divertenti e meno traumatiche.


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Fiabe sgarrupate: Le fiabe di ieri con l’umorismo di oggi

Faceva un freddo terribile, un freddo tale che tutta la città batteva i denti, pure quelli di latte. Nevicava, nevicava come in Italia non aveva fatto mai, e infatti si era in Danimarca.
Calava la sera, una sera speciale: la sera di San Silvestro.
In quel freddo, in quella neve e in quel buio, una povera bambina girava per le vie sempre più deserte.
Quant’era povera quella bambina?
Basterà questo a farlo capire: il padre faceva il maestro elementare.


Partendo dalla distinzione tra fiaba e favola, che l’autore spiega nell’introduzione, Marcello D’Orta riscrive alcune storie molto conosciute, attualizzandole e soprattutto eliminando gli elementi troppo grotteschi.
D'Orta ritiene infatti che nelle fiabe più note spesso il lettore deve “fare i conti con la paura, la truculenzia e l’orrore. Ad esempio la versione di Cappuccetto Rosso di Perrault finisce nel momento in cui la bambina viene mangiata dal lupo, oppure nel finale di Cenerentola dei fratelli Grimm alcune colombe cavano gli occhi alle sorellastre. Per questo motivo vuole renderle più divertenti, attraverso un’iniezione di umorismo, mettendo in risalto gli aspetti più bizzarri, affinché il lettore possa riderne ed uscire così “dalla prigione delle tensioni nevrotiche”. E soprattutto perché ritiene che queste fiabe, nelle versioni originali, hanno contribuito a creare ansie e paure in ciascuno di noi.
Il termine “sgarrupate” indica proprio questa opera di riscrittura, che sembra aver fatto cadere in rovina le fiabe, per come sono state trattate e stravolte. Ma in realtà il risultato è una serie di storie che, mantenendo alcuni elementi originari e principali, riescono a divertire e a far riflettere allo stesso tempo. Ed anche se la morale delle favole viene stravolta, sostituita spesso da una battuta spiritosa, “che qualche volta addirittura rovescia e sconfessa la storia”, alla base si può sempre ritrovare un insegnamento per affrontare la vita con un sorriso, “per fingere di non sapere che l’inevitabile conclusione della nostra vita è tutt’altro che un lieto fine”.


Barbara Leone  (10-02-2006)

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