?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Bianco, rosso e Veronelli
Bianco, rosso e Veronelli. Manuale per enodissidenti e gastroribelli II°
Luigi Veronelli  Pablo Echaurren 
blank
Cucina, Italia 2005
180 pp.
Prezzo di copertina € 12
Prefazione: Pierluigi Sullo
Introduzione: Pablo Echaurren
Editore: Stampa Alternativa , 2005
ISBN 88-7226-871-0


Stampa Alternativa

Il volume raccoglie il dialogo settimanale nato sulle pagine della rivista Carta tra il gastronomo Luigi Veronelli e il pittore Pablo Echaurren.

naldina naldina naldina naldinamezzo naldinagrigio

Bianco, rosso e Veronelli: La Rivoluzione ai fornelli

Io ripudio vini da tributo plebiscitario bulgaro, da vetrina, da rapina autorizzata, da manfrina infiocchettata, diciamo pure che non ci sto più al ricatto dell'etichetta divetta. Scegliamo invece di dirigere la nostra prua verso altri lidi, di spendere le nostre lodi per imprese pilota, di indirizzare la nostra attenzione per una bevuta non beota.

Stampa Alternativa rende un doveroso omaggio al grande “anarco-eno-gastronomo” Luigi Veronelli, a circa un anno di distanza dalla scomparsa, pubblicando l'interessante raccolta dei dialoghi a distanza (un “botta e risposta” senza soluzione di continuità che richiama le conversazioni epistolari) intercorsi tra lui e il pittore e illustratore Pablo Echaurren sulle pagine della rivista settimanale Carta. L'argomento principale di queste vivaci conversazioni (e allo stesso tempo amare riflessioni), in cui i due protagonisti sfoggiano un vocabolario pieno di rime, neologismi e citazioni dotte (ma, da buoni anarchici, mai pedanti), è ovviamente l'enogastronomia in Italia ai tempi della globalizzazione. Ovvero un torbido minestrone fatto di interessi politici ed economici, grandi e piccoli, che hanno mortificato e reso un pallido ricordo la secolare tradizione culinaria ed enologica del Belpaese. Una nazione, l'Italia, che ha privilegiato quasi esclusivamente i grandi marchi delle multinazionali straniere (e non), spesso certificati da “denominazioni di origine” che lasciano il tempo che trovano, a scapito della produzione autoctona, facendo scomparire quasi del tutto le antichissime e nobilissime tradizioni enogastronomiche dei comuni italiani. Per questo motivo i nostri due “enodissidenti” incoraggiano su queste pagine la tutela degli antichi sapori, attraverso l'adozione delle “De.Co.” (ovvero delle denominazioni di origine comunali che alcuni amministratori “illuminati” hanno già cominciato ad attuare), da parte di ogni comune d'Italia, in modo da salvaguardare il grande patrimonio del gusto “particolare”, tramandato nei secoli da tutti quei piccoli produttori, agricoltori, ristoratori, destinati inesorabilmente alla scomparsa, per contrastare quell'appiattimento del gusto imperante modellato su standard globali e favorito anche da troppi consumatori poco consapevoli e ormai “geneticamente modificati” almeno quanto i cibi che ingurgitano.

Alessandro Busnengo  (30-01-2006)

Leggi tutte le recensioni di Alessandro Busnengo


Vota il libro!
La media è 3.04 (65 voti)
 

Dello stesso autore
Alla ricerca dei cibi perduti
Bassi istinti

Altri libri per parola chiave
Alla ricerca dei cibi perduti
Confesso che ho bevuto
La cuoca rossa
Terra e libertÓ/Critical wine
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom