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Tiro mancino
Sideswipe
Charles Willeford 
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Noir, Stati Uniti 1987
315 pp.
Prezzo di copertina € 14
Traduzione: Luca Conti
Editore: Marcos y Marcos , 2005
ISBN 88-7168-424-9


Marcos y Marcos

Mentre il sergente della omicidi di Miami, Hoke Moseley cerca di sfuggire al proprio lavoro per salvarsi la vita, Troy Louden, un fuorilegge incallito, sembra non riuscire ad evitare la follia deviante ed violentissima che lo anima. Organizza una rapina che finirà in un bagno di sangue, cercherà di fuggire fino a quando, inevitabilmente, troverà sulla sua strada l'eroe di Charles Willeford.

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Tiro mancino: Una discesa negli inferi con Charles Willeford

La differenza tra il bene e il male la so distinguere, ma non mi fa né caldo né freddo. Se vedo la cosa giusta e mi va di farla, la faccio; se invece vedo quella sbagliata, e mi va di farla lo stesso, faccio anche quella.

Troy Louden è un criminale psicopatico. Ciò non toglie che ci sia una folle lucidità in quello che fa, scegliendosi compagni di sventura improbabili, ma pur sempre sacrificabili. Appena uscito di prigione, progetta una rapina in un supermercato con un trio di complici che sembrano un'armata Brancaleone. Hoke Moseley, il sergente della polizia di Miami protagonista dei romanzi di Charles Willeford, in teoria avrebbe anche mollato il suo vecchio lavoro (per dedicarsi ad una modestissima attività alberghiera), ma un'articolata serie di coincidenze lo porta proprio nel centro del gorgo oscuro della mente di Troy Louden. Tiro mancino diventa così, all'improvviso, un romanzo sorprendente perché per tre quarti si destreggia in una sorta di amara commedia esistenziale per poi confluire in un finale, la rapina e tutto ciò che ne consegue, dove la violenza esplode feroce e brutale, a bruciapelo, senza preavviso. Troy Louden, in tutta la sua devastante follia criminale, è il vero, incontrastato, feroce protagonista di Tiro mancino. Un vero e proprio principe delle tenebre. Hoke Moseley, in quest'occasione più che in altre, viene dopo. E' un personaggio disincantato, quasi dolente, come se dall'alto della sua esperienza e della sua faticosissima lotta per la sopravvivenza, abbia semplicemente accompagnato gli altri personaggi verso il loro tragico destino. E' proprio questo suo ruolo, marginale al cuore nero della storia, ma per niente secondario, a colpire e a rendere speciale Tiro mancino, come se Hoke Moseley fosse una specie di Virgilio che accompagna Troy Louden e i suoi accoliti nella loro discesa agli inferi. Un grande romanzo per uno scrittore assolutamente da riscoprire.

Marco Denti  (20-11-2005)

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