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Non c' gusto in Italia ad essere dementi
Non c' gusto in Italia ad essere dementi (ma noi continuiamo a provarci lo stesso)
Roberto "Freak" Antoni 
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Comico, Italia 2005
128 pp.
Prezzo di copertina € 11
Editore: Pendragon , 2005
ISBN 88-8342-363-1


Pendragon

Una raccolta di testi inediti, battute e digressioni alla rinfusa, tutte all’insegna della demenzialità, che fa da seguito ideale al precedente Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti.
Il Manifesto per l’Abolizione della Poesia, le Caccole di saggezza, una Breve digressione sulla petosofia, i Testi poetici per canzoni future e qualche altra sorpresa consacrano Freak Antoni guru della demenzialità ma lasciano anche trasparire una mai sopita polemica contro il sistema, la passione di far parte di una minoranza, l’essere sempre “contro” che caratterizzano l’umorismo dissacrante del poliedrico autore.


naldina naldina naldinagrigio naldinagrigio naldinagrigio

Non c' gusto in Italia ad essere dementi: Un delirio d’elite

Abbi dubbi: è importante avere dubbi! Solo gli stupidi non ne hanno, e su questo non ho dubbi!

“Roberto freak Antoni”, scrive Michele Serra in una presentazione dove gli dichiara affetto incondizionato, “è un micidiale dilettante (uno che si diletta) e per questo mi piace e gli voglio bene. Ha fatto di tutto (il rock, la televisione, il teatro, i dischi) senza diventare un rocker, né un personaggio televisivo, né un attore. Se avesse guadagnato miliardi non sarebbe un ricco e se tutti lo riconoscessero per strada non sarebbe uno famoso. Perché sarebbe un dilettante anche come ricco e anche come persona famosa. Le sue poesie riflettono, mi sembra, la sua lontananza dal mostruoso sussiego del modo di vivere contemporaneo: che è, a ben vedere, il vero "demenziale”.
I suoi testi dissacrano tutto e soprattutto la demenzialità del sistema in cui viviamo, eppure quella demenzialità –vista come qualcosa di assurdo, banale, non colto ed anche cialtrone e ridicolo- a cui aspira, non sempre ha la leggerezza a cui dovrebbe accompagnarsi; alcune poesie, sottili e bellissime, nascondono sotto la dura corazza del cinismo emozioni per nulla demenziali, altre, lucide e spietate –dunque per nulla de-menti-, ci rammentano le idiozie a cui ci sottoponiamo quotidianamente.
Altre fanno sorridere e ridere, talvolta anche a denti stretti e qualcuna fa venire voglia di possedere un caminetto e lo stesso vizio di Pepe Carvalho… Quasi tutte accendono il desiderio di riascoltare un vecchio disco degli Skiantos in un attacco di nostalgia più che demenziale, -questo davvero!- da dementi.
Che il genere sia un delirio d’elite lo dice lo stesso Freak Antoni nell’introduzione ma riteniamo opportuno segnalare, inoltre, possibili reazioni allergiche (anche violente) per quanti non sopportano il demenziale e per chi “è nato così o si è fatto asportare chirurgicamente il senso dell’umorismo”.
Posto che Freak Antoni è un grande, però, francamente, undici euri ci sembrano un po’ troppi!


Simonetta Degasperi  (02-11-2005)

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