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Il caso Tulaev
L’affaire Tulaev
Victor Serge 
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Drammatico, Belgio 1955
421 pp.
Prezzo di copertina € 17,50
Traduzione: Robin Benatti
Introduzione: Susan Sontag
Editore: Fazi , 2005
ISBN 88-8112-627-3


Fazi

Mosca, 1938. Tulaev, membro del Partito Comunista, è ucciso dal giovane Kostja. La polizia individua cinque colpevoli, responsabili morali, con il loro atteggiamento critico nei confronti dello stalinismo, di aver contribuito a far maturare il clima del delitto. Cinque rivoluzionari cui verrà chiesto l’ultimo sacrificio per una causa a cui hanno già dato tutto.

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Il caso Tulaev: L’orribile pretesto

Mangiava svelto alla mensa aziendale, leggendo l’articolo di fondo del giornale, il quale ripeteva sempre con lo stesso tono burocratico che si avanzava, che si era in pieno progresso, in pieno sviluppo, incomparabilmente, vittoriosamente, nonostante tutto, per la grandezza della repubblica, la felicità delle masse lavoratrici, come testimoniavano le duecentodieci fabbriche aperte in un anno, lo straordinario successo dello stoccaggio dei cereali ecc.
Però io crepo di miseria, si disse un giorno Romachkin mentre inghiottiva l’ultimo cucchiaio di semolino freddo.


La vicenda de Il caso Tulaev è ispirata al caso Kirov, alto dirigente della sezione di Leningrado del partito ai tempi di Stalin ucciso forse accidentalmente e la cui morte scatenò una vera e propria catena di reazioni catastrofiche da parte dello stato, che con il pretesto di quel delitto diede inizio alla persecuzione di quelli che riteneva fossero i fautori morali del sentimento di anti-stalinismo che in quei mesi dilagava. In un clima di terrore, tradimento e menzogne, moltissimi innocenti scelsero di riconoscersi colpevoli di crimini non commessi, piuttosto che riconoscere la loro intolleranza agli orrori staliniani. Ciò portò lo stato a uccidere milioni di dissidenti, una sorte a cui Serge ebbe la fortuna di scampare.

Considerata la migliore opera, ingiustamente dimenticata, dell’autore belga figlio di dissidenti sovietici, Il caso Tulaev mescola storia, finzione, crimine e avventura in una struttura in cui ogni capitolo descrive un diverso orrore staliniano. Si va da una splendida Mosca innevata alla Parigi della rivoluzione, alle gelide pianure siberiane, alla Spagna della guerra civile, tutti luoghi che Serge ha attraversato, essendo stato deportato nei campi di prigionia russa e avendo probabilmente preso parte al caso Bonnot a Parigi e partecipato all’insurrezione di Barcellona.
Nel seguito della sua vita, Serge prese anche parte a movimenti anarchici, per poi essere deportato in Asia Centrale; morì in Messico nel 1947.

Con questo romanzo, preceduto da una notevole prefazione, di Susan Sontag, Serge vi accompagnerà nei meandri della terribile e spietata atmosfera della Russia alle porte della seconda guerra mondiale.



S. M.  (29-10-2005)

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