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Disturbo della quiete pubblica
Disturbing The Peace
Richard Yates 
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Romanzo, Stati Uniti 1975
285 pp.
Prezzo di copertina € 10
Prefazione: A.M. Homes
Traduzione: Mirella Miotti
Editore: Minimum Fax , 2004
ISBN 88-7521-026-8


Minimum Fax

Una sera John Wilder, solido e concreto venditore di pubblicità, non torna dalla moglie e dal figlio perché ha paura di ucciderli entrambi. In realtà, è entrato in un tunnel di alcol, frustrazioni e follie assortite che lo porterà a disintegrare la sua esistenza.

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Disturbo della quiete pubblica: Una corsa verso il nulla, i tempi moderni di Richard Yates

Sono un venditore e immagino di aver sempre pensato che bere molto facesse parte della vita di un venditore. Be', questa idea è andata a farsi benedire quando sono stato rinchiuso per una settimana al Bellevue.

Pochi, o nessuno, hanno esplorato le frustrazioni, le fatiche, le ombre della vita quotidiana, della gente che tira avanti, degli interni di matrimoni sempre sul punto di sfaldarsi (e che poi si sfaldano puntualmente) come Richard Yates. Senza concedere al genere umano, uomini e donne insieme, neanche il beneficio del dubbio, Richard Yates ne ha raccontato le piccole, infinite e reiterate miserie, accollandosene una gran parte anche nella sua tormentata biografia. Succede anche con John Wilder, che ad un certo punto diventa un Disturbo della quiete pubblica: ha un lavoro, una famiglia (un figlio, oltre alla moglie), una o più avventure e tutto sommato una routine più che dignitosa. Un degno esemplare di buon americano che però beve (troppo, come del resto Richard Yates e tutti i suoi personaggi) e una sera non ce la fa a tornare a casa. Capita, d'imboccare la strada sbagliata, ma nel passato di John Wilder ci sono troppi sogni che si sono confusi con il grigiore del tran tran e all'improvviso esplodono in tutto il loro frustrante fragrore: da lì in poi, ovvero dall'inizio fino alla fine, come già per i personaggi di Revolutionary Road (sempre Minimum Fax), John Wilder affonda in un abisso. Potrebbe esserci un piacere sadico nel vedere la caduta verticale di un uomo, ma l'interesse di Richard Yates ("Credo che le persone di successo non mi interessino molto. Credo che mi interessino di più i falliti") riguarda più da vicino quei dettagli infinitesimali che imprimono alle vite e alle storie un'altra direzione. Un gesto, una frase, un ricordo, un bicchiere in più: è tutto lì, in realtà, ma per vederlo ci vuole il silenzio, la pazienza e l'istinto di un grande scrittore.

Marco Denti  (20-10-2005)

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