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Senza patto né legge
Senza patto né legge
Filippo Manganaro 
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Storico, Italia 2004
312 pp.
Prezzo di copertina € 17
Editore: Odradek , 2004
ISBN 88-869-7361-6


Odradek

Una storia del movimento operaio statunitense. Episodi noti si alternano ad altri meno conosciuti, e tutti contribuiscono a disegnare un quadro dei rapporti tra lavoro dipendente e imprenditori che non ha eguali in Europa: un mondo dove al lavoratore non sono riconosciuti diritti stabili e di portata nazionale. Una storia fatta di violenze e repressioni, ma anche di canzoni, satira, controcultura, ironia.

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Senza patto né legge: Antagonismo operaio negli Stati Uniti

Non è più lontano il giorno nel quale vi sarà un pane per ogni bocca, un letto per ogni testa, della felicità per ogni cuore. E questo sarà il trionfo della vostra azione e della mia, o miei compagni e amici.

Sono poche le dichiarazioni in punto di morte commoventi ed emozionanti come quelle di Bartolomeo Vanzetti, condannato ingiustamente alla sedia elettrica assieme a Nicola Sacco dopo un processo-farsa con il quale il regime statunitense tentava di chiudere i conti col fortissimo movimento operaio che ne contrastava l’opera di sfruttamento delle masse povere, considerate pura e semplice forza lavoro, senza diritti né dignità. Si trattò di uno dei capitoli più importanti di una lotta che è durata più di un secolo, ed è tuttora in corso, pur in forme diverse e meno cruente. Una epopea che il bel libro di Filippo Manganaro ci racconta con energia, vitalità, senza pesantezze storiografiche né pretese di equidistanza. Ne vien fuori la natura profondamente oligarchica, di classe, “razzista senza vergogna” del patto sociale stesso che è alla base della struttura dello Stato Usa, fondato su un patto tra proprietari terrieri e industriali, dal quale i lavoratori sono scientemente esclusi. Di qui la necessità di organizzazioni che sapessero rivendicare i diritti negati e lottare, se necessario con mezzi non legali, per ottenerne almeno una parte. Gli Industrial Workers of The World furono e sono un sindacato grintoso, compatto, determinato. Ma anche informale, aperto, ringiovanito continuamente da nuove energie provenienti dalla base. Si è trattato di un fenomeno unico nella storia del movimento operaio, per l’importanza attribuita alla spontaneità, alla poesia, all’umorismo. Qualcuno scrisse che i membri dell’IWW “conoscevano troppo il lavoro per essere degli operaisti”. Manganaro dà conto della loro storia, delle loro conquiste e delle loro sconfitte, mettendo sotto nuova luce un fondamentale aspetto della storia statunitense (spesso poco esplorato) e restituendo al lettore una sana, vibrante voglia di lottare ancora.

David Frati  (30-09-2005)

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