?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Il calabrone nero
Black Hornet
James Sallis 
blank
Noir, Stati Uniti 1994
203 pp.
Prezzo di copertina € 15
Traduzione: Luca Conti
Editore: Giano , 2005
ISBN 88-7420-041-2


Giano

Negli anni del movimento dei diritti civili un cecchino sceglie i suoi bersagli tra gli afroamericani di New Orleans. Sembra invisibile e imprendibile fino a quando non arriva a sfiorare Lew Griffin che metterà il misterioso tiratore scelto nel posto più pericoloso del mondo. Al centro delle sue ossessioni.

naldina naldina naldina naldinamezzo naldinagrigio

Il calabrone nero: Uno sparo nel buio, un nuovo episodio nell'odissea di Lew Griffin

Siamo le cose che ci accadono, la gente che abbiamo conosciuto, e niente di più.

Uno sparo nel buio e la storia fa una capriola. Lo sanno bene gli americani dopo JFK e Martin Luther King e non sfugge a James Sallis che è un osservatore troppo attento per lasciarsi ingannare dalle evidenze. Così la tensione del Calabrone Nero, forse il miglior capitolo della saga di sei romanzi dedicati a Lew Griffin (sono già usciti anche La mosca dalle gambe lunghe e La falena) è tutta incardinata alla figura sfuggente, ma determinante, di un cecchino che, dall'alto dei tetti di New Orleans, sceglie i suoi bersagli tra gli innocenti che camminano per strada. Di solito sono afroamericani, o meglio neri, e già questo, negli anni del movimento dei diritti civili, è abbastanza esplosivo. Quando puoi una delle vittime è una giornalista che sta camminando a fianco di Lew Griffin e un'altra è il fratello di Don Walsh, il poliziotto con cui condivide gran parte delle sue disavventure, la sorte del cecchino è segnata perché, vale per lui e per tutti, "non siamo mai invisibili come crediamo. E neanche ciò che ci muove lo è". Tra rendez vous ai margini oscuri della città, una rivolta razziale in piena regola e una spirale di eventi che danno al Calabrone Nero un ritmo assiduo e intenso, Lew Griffin alias James Sallis riesce a riflettere sulla casualità dell'esistenza ricordandosi che "ogni giorno ti muovi in dieci direzioni diverse, ti trasformi in dieci persone diverse; di queste, alcune riescono a tornare a casa la sera, altre no". L'identikit del cecchino, alla fine sorprendente, cresce parallelamente all'evoluzione delle ossessioni di Lew Griffin il cui epicentro è sempre la ricerca, faticosa e sanguinosa, di un'identità. Una lotta contro il tempo infinita e improbabile perché, come dice lo stesso Lew Griffin, "ogni anno, il peso di ciò che facciamo e che non facciamo contribuisce a schiacciarci". Lasciandosi trascinare, come è proprio del personaggio, nel gorgo degli eventi Lew Griffin piomba nel centro di una spirale oscura e complessa, soltanto per una serie di casualità, di congiunzioni e di connessioni, tanto che arriva a dire: "Ci mettiamo un po' di tempo a capire che le nostre vite non hanno trama". Suo malgrado lo scoprirà anche il fantomatico cecchino che, come tutti gli attentatori, le trame avrebbe voluto disegnarle con l'ottica di un fucile di precisione. Un bellissimo romanzo.

Marco Denti  (18-09-2005)

Leggi tutte le recensioni di Marco Denti


Vota il libro!
La media è 3.28 (52 voti)
 

Dello stesso autore
Cypress Grove Blues
Vite difficili
La mosca dalle gambe lunghe
La falena
Drive
La strada per Memphis

Articoli
Intervista a James Sallis
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom