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In un tempo andato con biglietto di ritorno
In un tempo andato con biglietto di ritorno
Enrico Pietrangeli 
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Romanzo, Italia 2005
214 pp.
Prezzo di copertina € 9
Editore: Proposte Editoriali , 2005
ISBN 88-87431-45-0


Proposte Editoriali

Istantanee di un’estate indimenticabile, vissuta anima e corpo con la famelica curiosità dell’adolescenza, sul finire degli anni Settanta. Gli amori, i sogni di gloria, la musica, i genitori rompiballe, la droga, la politica, l’Oriente, il sesso, l’autostop… tappe di uno psichedelico viaggio tutto in accelerata, vissuto pienamente e pericolosamente fino all’amara stazione d’arrivo: quella della perdita dell’innocenza e dell’ingresso nell’età adulta. Un viaggio di sola andata: da quella destinazione non sono previsti biglietti di ritorno.

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In un tempo andato con biglietto di ritorno: Sesso Droga e Rock ’n’ Roll

Era scoppiata la “febbre del sabato sera” e gli indelebili segni (chi vivrà vedrà) erano già impressi un po’ ovunque e più che mai in provincia. Il ballo di massa, orgiastico e propiziatorio, contaminava tutto e tutti…

Essere liberi dalla paura. Forse è questo ciò che rendeva unico essere adolescenti prima degli anni Ottanta. Prima, cioè, che l’AIDS rendesse sospetti persino i baci e che la droga svelasse pienamente la sua natura di traghettatrice infernale. Quel che è successo dopo basta chiederlo a chi, alla fine degli anni Settanta, è nato: genitori in perenne stato ansiogeno, sesso = morte e niente caramelle dagli sconosciuti perché senz’altro al gusto di droga. Una vera vitaccia, all’insegna della paura degli adulti. Lorenzo, il protagonista del romanzo di Enrico Pietrangeli, invece di paura non ne ha. È solo giovanissimo e ha un’estate davanti da vivere il più intensamente possibile, meglio se in compagnia femminile. La sua vita amorosa è in effetti alquanto movimentata: ama Lucia, occasionalmente si intrattiene con Maria, fa un pensierino su Francesca, non disdegna il travestito Mimì, si balocca con Gloria. Di tanto in tanto si concede qualche trip a bordo di tappeti volanti sempre diversi: cocaina, eroina, LSD, marijuana. Saltella da un’avventura all’altra mantenendo sempre una cristallina innocenza. Appassionato di musica, è come se vivesse la vita ballando un pezzo rock, sempre di corsa, col fiato corto. Con lui, un’intera generazione arrabbiata, vitale, incosciente, spericolata, sintonizzata sullo stesso ritmo forsennato. Un ritmo che però non contagia (volutamente?) la scrittura di Enrico Pietrangeli, malgrado le decine di canzoni citate per far da colonna sonora alla vicenda narrata (ovvio: non basta snocciolare titoli di brani musicali per sperare di poter infondere alle pagine la magia della musica). E così, invece di uno stile fibrillante come le vite che racconta, Pietrangeli opta per uno stile poetico, a tratti decisamente aulico, che non si capisce bene se si debba prendere sul serio o se voglia essere parodia (ma di cosa?). La sensazione è quella di un romanzo costantemente sopra le righe, che ammicca spesso e volentieri al lettore. Un divertissement, insomma, un gioco che forse avrebbe divertito di più se fosse stato contenuto nei limiti di un racconto – almeno le dimensioni ridotte avrebbero garantito maggior rigore e meno sbavature.

Carla Arduini  (14-09-2005)

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