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La lotteria (Carnielli)
La lotteria
Luisa Ervas Carnielli 
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Romanzo, Italia 2005
279 pp.
Prezzo di copertina € 13,50
Editore: Marcos y Marcos , 2005
ISBN 88-7168-428-1


Vincitore del Premio Calvino

Marcos y Marcos


Nell’isola di Kos, in un Arcipelago nei Mari del Nord, viene trovato ucciso un uomo, Cornelius Monk. L’ispettore Kosh indaga sul caso e scopre quello che c’è dietro altri due casi di omicidi non risolti, avvenuti quando era ispettore suo padre, e di una gigantesca truffa dietro la Lotteria che attrae tanti turisti sull’isola.

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La lotteria: La truffa gigantesca

Boemel Lansbergis organizzò la sua prima lotteria per gioco, con un nodo alla gola che non voleva sciogliersi. Sognava che avrebbero estratto non un numero, ma un destino radioso. Al primo vincitore è stato eretto un piccolo monumento, un busto marmoreo che adorna la facciata del Ministero della Lotteria…

Ci riesce difficile inquadrare in un genere letterario il romanzo di Luisa Carnielli, La lotteria. In apparenza è un romanzo di indagine poliziesca, con l’ispettore Kosh che si trova a dover risolvere il suo primo caso di omicidio e rispolvera archivi, osserva fotografie, fa domande in giro, si sposta sul continente per allargare il campo dell’indagine. Tutto è molto reale, eppure c’è qualcosa di più, qualcosa di surreale, un’atmosfera impalpabile di immaginario. Sarà la mancanza di una latitudine e di una longitudine in cui collocare l’isola di Kos che ha il nome di un’isola greca ma si trova sulla rotta delle balene. Saranno proprio le favoleggiate balene che una volta erano la ricchezza di quest’isola di pescatori ma che ora hanno cambiato rotta. Sarà il fatto che nell’isola di Kos c’è un certo numero di nani- si dice che generi nani chi mangia troppa carne di balena. Ed è un nano l’ispettore Kosh, esiliato dal padre in un’altra isola, ufficialmente per motivi di studio, in realtà forse perché si vergognava di lui e poi perché aveva un’amante. Che peraltro gli aveva dato un altro figlio nano. E questo insolito ispettore tiene in gabbia un rospo che ha un nome dal suono importante, Ludwig Boltzmann, ma, d’altra parte, tutti i protagonisti del romanzo hanno nomi stravaganti, non troppo, quello che basta per renderceli nuovi. Ma soprattutto c’è una grandiosa metafora che permea l’intero romanzo: la Lotteria intorno alla quale gira la fortuna dell’isola. Uno spettacolo gigantesco che attira folle di persone, orchestrato alla perfezione, con un sistema di sorteggio che è stato affidato in passato a delle macchine, a dei bambini, a delle donne. Ma chi ha mai controllato che cosa accade delle vincite? Guarda caso, i vincitori sono sempre stranieri e scompaiono. E come si spiegano quelli che avevano vinto e poi erano morti? Ecco perché la truffa non è mai stata scoperta. Il lettore segue la trama gialla appesa al caso e al mistero dei biglietti ed intanto percepisce che è la vita stessa ad essere una grande lotteria in cui si continua a giocare, investendo tutto, sperando nella vincita, continuando a sperare e a giocare, anche se si sa che la casistica illustra quante siano scarse le possibilità di incassare il premio. Meglio non scoprire la truffa della vita se non si vuole morire. Meglio continuare a giocare. Un romanzo originale e insolito nella panoramica della letteratura italiana.

Marilia Piccone  (04-09-2005)

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