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Con la morte nel cuore
Con la morte nel cuore
Gianni Biondillo 
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Romanzo, Italia 2005
443 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Guanda , 2005
ISBN 88-8246-655-8


Guanda

Michele Ferraro ha deciso di tornare a studiare. Lo abbiamo lasciato così nella sua prima avventura, alle prese con le dimissioni presentate al suo superiore e con l’idea di prendere la laurea. Mentre, quindi, l’impavido poliziotto suda sette camicie seduto di fronte ad un suo ex collega adesso diventato professore per rimettersi in riga con gli esami, al commissariato di Quarto Oggiaro le cose procedono come sempre. All’improvviso, però, si scatena una guerra tra le famiglie che detengono i loschi traffici nel quartiere e comincia una forsennata ricerca da parte della polizia per capire cosa è realmente successo. Ferraro, Lanza e Comaschi si trovano a dover affrontare una battaglia dove volano proiettili e si scoprono segreti, rapporti fino ad ora taciuti, rischiando la vita in prima persona.

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Con la morte nel cuore: “Paura!?!”

Il killer alzò il cane della pistola senza enfasi, non tanto per prolungargli l'agonia ma come un'abitudine che si prende da bambini e che ti porti dietro fino in tarda età. Lanza cercò di pensare a qualcosa di bello, quasi a voler morire con un pensiero positivo nella testa, in una sorta di estrema resistenza passiva dell'intelligenza nei confronti dell'assurdità dell'accadimento in atto. Gli frullarono per la testa, come in un vortice, il volto di sua moglie, gli origami, la tavola sinottica degli elementi, la cassata siciliana, i numeri primi, il gol di Maradona contro l'Inghilterra al mondiale, i fotoni, il Giudizio Universale nella controfacciata della cattedrale di Torcello, il canto delle megattere, poi ancora sua moglie. Ansimava rumorosamente, era completamente immerso nel suo sudore, il cuore pompava ad un ritmo forsennato, stava per vomitare da un momento all'altro. Non era un bello spettacolo a vedersi.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare&rdquo. Mai frase più azzeccata per questa nuova avventura toccata a Michele Ferraro. Basta con stagioni dagli esiti incerti, cani sgozzati e avventure con donne di alta classe; I’ispettore quartoggiarese si trova questa volta, barcamenandosi tra libri universitari e una ex moglie che lo mette a dura prova, ad affrontare un delicatissimo caso. Nel quartiere di Quarto Oggiaro è in atto una feroce guerra tra clan rivali; si spara, si uccide e la tensione è altissima. Finisce in prigione Don Ciccio, amato e temuto da tutti, ma Lanza è convinto della sua innocenza nonostante le prove a suo carico siano pesanti. Cosa fare, allora? Ecco che Ferraro, nonostante paturnie personali e un ginocchio dolente, si lancia in inseguimenti forsennati, deduzioni degne di Poirot e avventure sempre più rischiose ed esaltanti. La capacità di narrazione di Gianni Biondillo si rivela in questo romanzo in tutta la sua bravura ed ironia. I personaggi, che già si cominciano ad amare, assumono uno spessore personale più netto, si incastrano alla perfezione nella storia e regalano al lettore l’illusione di accompagnarli nelle indagini. Il fiato rimane sospeso seguendo per le strade di Milano i passi del Montalbano milanese e tifando per lui, senza rendersene conto, per più di quattrocento pagine che volano via veloci, senza peso e lasciando la speranza che cominci presto un’altra indagine.

Alice Scolamacchia  (22-06-2005)

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