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Chi è Lou Sciortino?
Chi è Lou Sciortino?
Ottavio Cappellani 
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Noir, Italia 2004
220 pp.
Prezzo di copertina € 14,50
Editore: Neri Pozza , 2004
ISBN 88-7305-764-0


Neri Pozza

Nell’emporio di Zu Mimmo, “quando il buio fuori era proprio buio”, quella che doveva essere una semplice rapina si trasforma nell’omicidio di un brigadiere. Intanto a Los Angeles una bomba esplode alla Starship Movies, casa di produzione cinematografica della famiglia Sciortino dedita al riciclaggio di denaro sporco. Lou Sciortino, nipote amatissimo di don Lou Sciortino, viene quindi spedito dal nonno a Catania, con il preciso intento di tenerlo lontano dalla guerra tra clan che sta per scoppiare a Los Angeles. Ma a Catania Lou Sciortino viene intercettato da Sal Scali, potente boss che vuole coinvolgerlo nel “controllo” del quartiere...

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Chi è Lou Sciortino?: A Catania come a Hollywood...

“Fammi una cortesia, Pippino. Se mi dovesse succedere qualcosa, in America, pigghiati a mi niputi di canto e diciacillo che i vecchi tempi non sono mai esistiti, che arrancammo aieri comu stamo arraccannu oggi, che adesso è uguale a prima, che la Sicilia ca ci cuntaio esiste solo nel mio ciriveddu”.

Il filo conduttore di tutto il romanzo Chi è Lou Sciortino? sono i barbecue di Toni, parrucchiere per donna e strenue organizzatore di party in giardino, che con i suoi insulti urlati contro la moglie Cettina, e le sue camicie preferite, quelle indiane con il collo “moscio”, rimane l’unico vero protagonista di un romanzo altrimenti corale e circolare, comico quasi a sfiorare il grottesco, a tratti fin troppo volutamente kitsch, che tra ammazzatine con fucili a pompa o vecchie balestre, pasta di mandorle e gin-tonic, boss, attrici e registi di dubbia fama dipana una trama complicatissima ma ben costruita tra Catania e Los Angeles.

Cappellani scrive in modo da immergere chi legge interamente e con tutti i cinque sensi nelle sue pagine: lo fa ricorrendo all’utilizzo, di verghiana memoria, dello stile indiretto libero, tanto che, anche quando non si è in presenza di dialoghi, si avverte il perdurare di un unico continuo enorme dialogo portato avanti da un narratore onnisciente, ma non estraneo e distaccato dalla realtà che descrive. Solo in alcuni passi il ricorso a questo stile penalizza il flusso narrativo costringendo il lettore a fare un doppio lavoro di traduzione: dal siciliano stretto (con l’aiuto di un glossario finale) all’italiano, e dall’italiano di nuovo al parlare “mascherato” (in codice) tipico della mafia siciliana.

Gli ingredienti che ridicolizzano i mafiosi e fanno sorridere ci sono, il ritmo narrativo è sostenuto, da gangster movie, non stupisce quindi che i diritti di questa commedia-nera siano già stati comprati da 12 paesi (in America dalla Farrar, Straus & Giroux, in l’Inghilterra dalla Picador, in Francia dalle Editions Metailie), e non stupirà nemmeno un ritorno di Lou Sciortino in libreria, dal momento che, arrivati all’ultima pagina del libro, il personaggio di cui meno sappiamo resta proprio lui.



Benedetta Ferrucci  (05-06-2005)

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