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Son(n)o
Son(n)o
Antonio Rezza 
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Comico, Italia 2005
199 pp.
Prezzo di copertina € 7,20
Editore: Bompiani , 2005
ISBN 88-452-3356-1


www.rezzamastrella.it
Bompiani


Anto ha due passioni: il sonno e il lenzuolo di sotto. Vuole imparare a dormire sulla vita che scorre, e di questo dialoga con il padre. Anto incontra Sonnekj, il vecchio saggio che possiede il sonno assoluto e che gli insegna a diventare un sonnambulo, a dormire un sonno compiuto, limpido e colorato. Anto conosce Ancora, una sonnambula, e se ne innamora.

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Son(n)o: Cogito ergo sog(n)o

All’alba Anto si cacciò un occhio e lo posò tra i due
aperti della giovane donna.
Poi riprese il cammino.
Non dimenticò. Mai. L’immagine di quei due occhi
aperti a sognare lo tormentò per tutta la strada.
Dal suo occhio cavato uscivano lacrime e sangue.


A prima vista Son(n)o si presenta come calco di un altro romanzo, Neve, di Maxence Fermine, breve e prevedibile favoletta costruita su modelli attanziali e narrativi già noti da secoli.
Troppo facile liquidare questo romanzo come parodia. Sarebbe un’analisi troppo superficiale, quindi inutile.
Son(n)o è un libro spiazzante, un doppelganger maligno e profondo, un tumore che cresciuto in seno a Neve ne ha occupato la forma distruggendone il significato originale e costituendosi come un’opera surreale di alto valore poetico.
Son(n)o annulla Neve.
Avevamo già visto Rezza dormire in un suo memorabile corto, L’orrore di vivere, dove si sdoppiava in due personaggi che vivevano nel limbo del sonno per non affrontare l’orrore della vita quotidiana. Il sonno era lì un'immagine sbiadita della morte. Qui Rezza si doppia in Rizla (Anto Rizla, protagonista del libro) e propone il sonno come percorso di perfezionamento. La morte diventa un ambìto traguardo per virtuosi.
Dopo l’esperimento d’interazione in velocità tra cervello e macchina in Non cogito ergo digito e il prosimetro raffinato di Ti Squamo qui si viene a costituire un anti-libro, costruito non a supporto di una storia/fabula ma del gioco che verte sul meccanismo della variazione. Emozioni e pensieri assumono il ruolo di oggetti e lo sfasamento tra oggetti reali ed oggetti effimeri porta ad un delicato umorismo.

Son(n)o si presenta sotto la triplice veste di romanzo inedito, commento critico (la variazione, quando crea un prodotto di valore superiore, assurge anche al compito di critica fattiva alla forma originale) ed esercizio di stile, brillantemente condotto. Il volume è impaginato solo su un lato, tutti i retro pagina sono bianchi e sembrano richiamarsi al montaggio di Delitto sul Po (antifilm a corpo morto di RezzaMastrella, che alternava scene di 30 secondi ad 5 secondi di imperscrutabile nero). Nel film il nero dava uno spazio di sospensione e comprensione alla vicenda; nel libro il bianco è uno spazio di purezza che scandisce il ritmo del testo.
Un libro intenso e disincantato, da leggere ad occhi chiusi.



Ivan Talarico  (28-05-2005)

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