?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Wrong
Wrong
Andrea Consonni 
blank
Diario, Italia 2003
208 pp.
Prezzo di copertina € 8
Editore: Il Foglio , 2003
ISBN 88-88515-39-9


Il Foglio

Lo sfondo di una città che corre e Andrea che cerca di vivere. Cronaca di uno sforzo chiamato giovinezza e di uno sfogo che diventa racconto. Un male oscuro, sottile e invadente che prende corpo tra le righe di un diario.

naldina naldina naldina naldinagrigio naldinagrigio

Wrong: Cronaca dello sforzo di vivere. Da giovani

Tra me e i miei sogni c’è tutta la mia incapacità di saper fare qualcosa.

Due frasi sintetizzano la visione del mondo di Andrea. E sono due domande: “a che cosa serve sognare e a che cazzo mi serve un futuro se vorrei solo essere morto”. Andrea è il protagonista di questo romanzo (autobiografico?) che nasce e si sviluppa in una dimensione di torpore e di imbarbarimento. La storia è quella di un inferno quotidiano, di un dolore latente che sfiora e pervade le vite dei protagonisti. Ma non le scuote in meglio. Andrea ha un problema quotidiano: vivere. Il sonno e il torpore dei sensi sono i suoi rifugi: “esiste un luogo dove dormire senza pensare a cio’ che sono? Dormire e svegliarsi, è questa la tortura più grossa”.
La sua casa manda cattivo odore anche solo a leggerne la descrizione: è disordinata, sciatta, priva di amore. Sua sorella Sarah si nutre del proprio malessere ed è alle prese con un obiettivo preciso: autodistruggersi. Fuori, non va meglio: intorno a lui, la città è tutta una serie di personaggi che si arrabattano per tirare avanti alla bell’e meglio. Per primi, i genitori: estranei per tutti e due i figli, tranne per quello perfetto, quello che ha sempre fatto ciò che era giusto fare.
Anche lo stile narrativo scelto vuole raccontare il disagio: un lessico metropolitano e duro che non ricorre all’arte del racconto. Flusso di coscienza, diremmo. Oppure, la trascrizione di un nastro registrato con uno sfogo sopra: una sbobinatura, insomma, visto che si arriva anche alle tre pagine senza un punto e a capo. Tutto voluto, certo. A volte un po’ troppo. Resta una domanda di fondo, per questo autore che comunque incoraggiamo: perché tanto pessimismo, tanta disperazione? A ventisei anni si potrebbe anche mettere, per quanto brutto stilisticamente, un punto esclamativo ogni tanto. O no?


Chiara Lico  (31-03-2005)

Leggi tutte le recensioni di Chiara Lico


Vota il libro!
La media è 3.36 (33 voti)
 
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom