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Dolcino ultima profezia
Dolcino ultima profezia
Francesco Magro 
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Saggio, Italia 2002
156 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: Caroggio , 2002
ISBN X


Caroggio

Nel giugno 1307 Fra Dolcino, la sua compagna Margherita di Trank e il suo luogotenente Longino Cattaneo vengono arsi sul rogo dopo atroci torture: è il cruento epilogo di sette anni alla guida della setta degli apostolici, dapprima protagonisti di un forte dissenso teologico con la Chiesa di Roma poi degenerato in insurrezione armata, ma anche l'inizio di una leggenda che appassiona tuttora storici, teologi, seguaci del libero pensiero. La vicenda umana, religiosa e politica di Fra Dolcino è ricostruita con testimonianze, documenti, cronologie, che raccontano la storia di una delle più importanti e longeve eresie medievali.

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Dolcino ultima profezia: Poenitentiagite!

Egli tra tanti e tanto atroci tormenti, non mutò mai l'espressione del volto, se non una volta, quando gli amputarono il naso, perché si strinse un poco nelle spalle e quando, vicino alla Porta Pinta, gli amputarono il membro virile, perché allora esalò un profondo sospiro.

Il paradosso della vicenda dell'eresia dolciniana sta nellla rivoluzionaria commistione di tradizione e novità che ne costituisce il cuore: elaborando le dottrine millenariste che avevano trovato il loro massimo esponente nel mistico Gioacchino da Fiore, Dolcino ne trae una prassi politica e sociale, le fa diventare carne e sangue, le trasforma in un attacco (non solo morale, ma persino militare) alla struttura sociale medievale troppo pericoloso per essere tollerato dal potere di Roma. E nella breve stagione della sua lotta contro le forze cattoliche utilizza strategie di guerriglia che lo rendono una figura del tutto peculiare nella storia dell'eresia italiana. Secondo Dolcino la storia dell'umanità consta di quattro periodi: quello del Vecchio Testamento, durante il quale l'uomo viene creato e si moltiplica, quello di Gesù Cristo e degli Apostoli, durante il quale all'uomo vengono insegnate la castità e la povertà, quello dell'imperatore Costantino e di Papa Silvestro I, durante il quale la Chiesa tradisce la sua missione per l'avidità e le ricchezze, e infine quello degli apostolici, destinato a durare fino alla fine dei tempi, durante il quale l'uomo, abolita ogni forma di governo, sarebbe tornato alla semplicità del messaggio cristiano. Non è l'unico movimento pauperistico dell'epoca, ma è uno dei più agguerriti e aggressivi sul territorio, e dall'alto arriva un ordine perentorio: gli apostolici devono essere messi a tacere. Dolcino ultima profezia racconta la storia di questa repressione feroce, e di come i semi gettati da questa vicenda sono germogliati nei secoli successivi (sul tema esiste una vasta, sfaccettata letteratura).

Dolcino (forse di cognome faceva Torielli o Tornielli) nacque intorno al 1250 a Prato Sesia (Novara): il popolino diceva fosse figlio illegittimo di un prete spretato. Si sa ben poco della sua esistenza fino al fatidico 1290, anno nel quale entrò nel movimento degli 'apostolici' (i cosiddetti 'fratres et sorores apostolicae vitae' si spogliavano al momento dell'affiliazione di tutti i loro averi e, vestiti come si credeva nel Medioevo fossero vestiti gli apostoli di Gesù vagavano per i paesi predicando e vivendo d'elemosina al grido di "poenitentiam agite", "fate penitenza", corrotto poi in "poenitentiagite") di Gherardo Segarelli, destinato a finire sul rogo dieci anni dopo, nel 1300. Segarelli non era un leader battagliero: Dolcino al contrario sì, e dopo una repressione violenta a colpi di sentenze capitali da parte della Chiesa che lo costrinse a fuggire in Dalmazia, prese le redini del movimento, lo riorganizzò, scrisse la prima delle sue lettere con il manifesto ideologico apostolico e nei primi mesi del 1303 trasferì il movimento sulle montagne del Trentino, vicino ad Arco sul Lago di Garda, dove conobbe la nobile Margherita di Trank, con la quale fu amore a prima vista. Braccati dall'Inquisizione, che mandava al rogo ogni apostolico catturato, Dolcino e i suoi circa 3000 seguaci nel 1304 affrontano una massacrante marcia attraverso le montagne lombarde fino in Val Sesia, la terra natale di Dolcino. Dopo qualche mese di relativa calma, gli apostolici vengono di nuovo raggiunti dall'Inquisizione e sono costretti a salire di nuovo in montagna, sulla brulla Parete Calva: qui, ridotti in 1500 si asserragliano per tutto l'inverno del 1304. Per sopravvivere organizzano razzie nei villaggi sottostanti. Ma nel rigido inverno del 1305 la morsa dell'assedio delle truppe cattoliche e dei valligiani si fa inesorabile, e il gruppo è costretto ad una sortita tra il ghiaccio e la neve fino al monte Rubello, vicino a Vercelli. Papa Clemente V nel frattempo bandisce una crociata per spazzare via l'eresia apostolica dal nord Italia. I dolciniani vivono un anno sui monti in condizioni disumane, falcidiati da freddo, fame e malattie, fino a ridursi a qualche centinaio e alla resa del 1307. La maggior parte dei superstiti vengono passati per le armi. A Dolcino, Margherita e Longino Cattaneo di Bergamo viene riservato un trattmento particolare: torture e rogo. Dolcino viene costretto ad assistere al supplizio della sua compagna e poi viene mutilato in pubblico prima di essere arso sul rogo.

Fra Dolcino è stato fonte di ispirazione per poeti come Dante Alighieri, che lo cita nell'Inferno al canto XXVIII, per filosofi di spicco come Friedrich Nietzsche e per movimenti politici di stampo anarco-socialista (nel 1907 sul luogo della sua ultima resistenza fu eretto un obelisco commemorativo, che fu abbattuto a cannonate durante il fascismo per essere poi parzialmente ricostruito nel 1974 grazie ad alcune personalità di sinistra, nell'ambito di una riscoperta del pensiero di Dolcino). Il volume di Francesco Paolo Magro, che si è appassionato alla vicenda di Dolcino dopo una visita di lavoro in Valsesia nel 1990, è un eccellente punto d'inizio per chi volesse addentrarsi nel vasto mare delle pubblicazioni sull'eresia dolciniana: sintetico, di facile lettura, trasuda entusiasmo da ogni pagina e questo lo rende un ottimo viatico per approfondimenti storiografici di maggiore spessore e più estesa documentazione.


David Frati  (15-03-2005)

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