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Nero Istanbul
Nero Istanbul
Fabio De Propris 
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Romanzo, Italia 2005
230 pp.
Prezzo di copertina € &(,50
Editore: Fazi , 2005
ISBN 88-8112-592-7


Fazi

Due turisti a Istanbul con un viaggio organizzato. Tra i loro bagagli una valigia con una potente amfetamina da usare come merce di scambio con un bambino destinato al mercato delle adozioni illegali…

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Nero Istanbul: Droga e turismo

Franco si calò il cappellino in testa, contento di potersi mimetizzare da turista in viaggio organizzato, faccia insignificante nella folla anonima.

Che cosa c’è di meglio di un viaggio di gruppo organizzato per un corriere della droga che vuole passare inosservato? Franco e Ornella, lui consulente finanziario in crisi di lavoro, lei insegnante di piano con sempre meno alunni, già insospettabili per il loro aspetto di persone normali, si mimetizzano perfettamente con i compagni di viaggio non più giovani che hanno l’aria di essere tutti più o meno in pensione. Inizia così, nell’area gruppi dell’aeroporto di Milano, il romanzo Nero Istanbul di Fabio De Propris. Anche noi lettori non osserviamo, perché Franco e Ornella stessi non sembrano badarci più che tanto, che hanno un bagaglio a mano che sarebbe meglio non perdessero d’occhio, perché siamo subito coinvolti nello scambio di battute tra i due, una coppia come tante in cui la moglie è la più estroversa e socievole e il marito è brontolone, caustico, sprezzante verso il suo prossimo che divide spietatamente in due gruppi, i “cretini” e i “deficienti”. E’ chiaro che lui non vuole essere confuso con nessuna delle due categorie e perciò si tiene da parte, che non si pensi che è uno di quegli imbecilli dall’aspetto idiota con quei cappellini gialli in testa che pendono dalle labbra della guida- diventerà antipatico a tutti. E’ all’arrivo a Istanbul che si mette in moto la trama noir in uno scenario coloratissimo ed esotico, ricco di profumi di spezie, affollato di gente nei suk, scandito dalla voce cantilenante dei muezzin che chiamano alla preghiera. Crocevia di strade e di traffici, si vende e si compra di tutto a Istanbul. Anche bambini per adozioni illegali (ed è questo che è stato fatto credere a Franco), anche donatori forzati di organi. E i due sprovveduti, perché ci appaiono veramente tali, vengono coinvolti in una serie di semicomiche avventure, in un locale con ballerine russe, in un ristorante con un ex compagno di scuola di Franco (un incontro casuale? Lui lavora nella commissione antidroga), trascinandosi sempre dietro la borsa con le rotelle che, invece dei golfini in caso l’aria si raffreddi, contiene trentamila capsule di Captagon, una droga sintetica che arriva dall’Olanda. Da Istanbul alla Cappadocia, Ornella sembra prendere gusto alle visite turistiche, Franco è troppo in ansia, insospettito dal cambio di guida locale. Da Ankara di nuovo a Istanbul, il tempo della gita sta scadendo, si deve effettuare la consegna. Finirà tutto tremendamente male in questo noir in cui il personaggio più scostante e antipatico si rivela poi il migliore e Franco e Ornella non erano gli unici insospettabili della compagnia. Una trama forse non molto originale ma raccontata con vivacità e una buona dose di ironia, ambientata in una città che lo scrittore conosce bene e che non risulta, perciò, una descrizione patinata, piuttosto un luogo esotico visto da un occhio affezionato, attento al colore locale di cui si colgono anche le sfumature del linguaggio...

Marilia Piccone  (05-03-2005)

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