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Il mio amico Abdul
Il mio amico Abdul
Raffaele Mangano 
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Romanzo, Italia 2003
181 pp.
Prezzo di copertina € 12
Editore: Lupetti , 2003
ISBN 8887058814


www.raffaelemangano.it
Lupetti


A distanza di anni Michele legge un vecchio diario che Renato ha scritto durante gli anni delle lotte studentesche, del loro viaggio-avventura in India e dell’amicizia nata e rafforzata da questa esperienza.

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Il mio amico Abdul: L'amicizia, quella vera!

Sono capitato in un girone dell’inferno dantesco. Sapevo della sovrappopolazione, della fame, delle malattie e dello sfacelo delle aree urbane indiane. Però non potevo immaginare Calcutta con sette milioni di abitanti e quattro di rifugiati del Bangladesh sparsi per la città. Questi disperati possiedono unicamente la loro vita. Se vita si può chiamare. Perderla è una liberazione. Vivono per strada, lungo i marciapiedi, sotto agli androni di palazzi sbrecciati e fatiscenti. Si riparano con assi di legno o cartoni appoggiati ai muri dai quali spuntano le teste di bambini smunti. Credo che lo sguardo degli affamati sia lo stesso in tutte le latitudini. Ma i bambini di Calcutta hanno sguardi ancor più atterriti e angoscianti.

Il Mio amico Abdul è una storia, non una trama: parla di grandi emozioni "in punta di piedi", con delicatezza, senza forzature o colpi di scena, limitandosi a sentimenti e momenti di vita vissuta.
Ci racconta di grandi amicizie, di quelle che non sono fatte di quotidianità, ma di attimi intensi vissuti insieme, di emozioni percepite alla stessa maniera e nello stesso momento, di quelle esperienze che può capire solo chi le ha vissute insieme a te.
E se ci pensiamo bene i rapporti più intensi che stringiamo nel corso della nostra vita sono quelli che superano il piano spazio-temporale per rimanere per sempre in quello interiore; quelli che non percorrono la stessa strada, ma che si ritrovano comunque ad un certo punto del percorso senza essersi dati appuntamento e come se non ci si fosse mai lasciati.
Un viaggio sospeso tra sogno e realtà in cui si consolidano rapporti destinati a durare per tutta la vita e oltre sulla scia di ricordi lontani e di emozioni che riemergono dal diario di un amico che non c’è più.
È un libro che porta a riflettere su come la maggior parte della nostra esistenza si perda dietro ai valori fugaci e mendaci chevengono trasmessi da una società oramai satura di superficialità e in alcuni casi di idiozia a svantaggio di quei valori così poco commerciali quali lealtà e sincerità.
Lo strumento narrativo che utilizza il dialogo tra chi legge il diario e chi lo ha scritto riesce a trasmettere ad ogni esperienza ed episodio punti di vista differenti e nuovi in un alternarsi di ricordi ed emozioni che difficilmente lasciano indifferenti.


Simona Polselli  (15-01-2005)

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