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Memorie di un cartolinaro
Memorie di un cartolinaro
Enrico Sturani 
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Romanzo, Italia 2004
159 pp.
Prezzo di copertina € 14,50
Editore: Coniglio Editore , 2004
ISBN 88-88833-10-2


Coniglio Editore

Enrico Sturani, potrà sembrare strano a qualcuno, ma è uno dei più seri collezionisti di cartoline che ci siano in Europa. Affermare che il collezionismo di cartoline sia un ‘affare serio’, potrà pure sembrare azzardato, ma occorre ricordare che attraverso questo mezzo postale si è tramandata un preziosa iconografia, che spesso ci ha permesso di ricostruire la memoria storica di paesi, edifici, persone e fatti storici. Attraverso la cartolina ci sono arrivate immagini di attori, musicisti e personaggi famosi, ma anche le abitudini, i gusti, le passioni segrete e pubbliche di intere generazioni. Infine, attraverso la cartolina hanno trovato, da sempre, espressione molti artisti, come Boccasile e Mucha, ad esempio più recentemente l’intera generazione di mail – artisti, fra cui si distinguono gli italiani Vittore Barone e Prof. Bad Trip, oltre che lo stesso autore di questo libro. Le memorie di Sturani, collezionista maniacale ed esperto, sono allegre e divertenti, oltre che istruttive. Al di là dell’oggetto della sua vasta raccolta, i suoi ricordi ci mostrano da vicino la vita di un autentico collezionista, attento alle novità e capace di scovare l’oggetto dei propri desideri nei posti più impensati, ma anche un uomo arguto e culturalmente raffinato, dotato di un singolare senso dell’ironia.

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Memorie di un cartolinaro: La vita di un autentico collezionista

Mi telefona una signora, amica di amici. La sua vecchia mamma è mancata da poco e, fra le tante carte, è venuta fuori anche una cartolina. Sa che le raccolgo. Vorrebbe mandarmela. Ma si scusa: “E’ tanto brutta.”. Le chiedo cosa rappresenta. “E’ la strada che dalla stazione porta in paese a Bardonecchia. Sarà del 1929 o del 30. E’ proprio brutta. – ripete sconsolata (deve averla in mano e sta guardandola) –E’ stata un po’ colorata, ma è brutta lo stesso…”. “E’ viaggiata? – chiedo io, con fare tecnico – No, no è nuova, ma brutta.” “E come mai la sua mamma la teneva fra le sue carte?”. “Beh, perché schierati in mezzo alla strada oltre ad una passante sconosciuta, ci sono la signora Segre con i suoi due figli – amici di famiglia, mia madre, io e c’è mio fratello Primo. “Scusi, signora, mi ricorda come si chiama? Sa, prima non ho capito bene”. “Anna Maria Levi”. “Me la mandi, me la mandi pure!”

L’aspetto più affascinante delle Memorie di Sturani sembra essere costituto dalla sua stessa evoluzione da ‘semplice’ collezionista a esperto di cartoline. Non si tratta soltanto di un titolo da spendere per qualche comparsa nelle trasmissioni pomeridiane della televisione italiana, ma una qualifica che Sturani si è saputo costruire con astuzia e intelligenza, che gli ha permesso di dare un senso culturale alla sua attività di ‘cartolinaro’. Le sue mostre, infatti, hanno fatto il giro della penisola e hanno mostrato agli italiani aspetti inediti e diversissimi: dalla montagna agli sci, dal mondo gay all’erotismo, dalla mail – art, alla storia delle varie civiltà novecentesche. Fra il serio e il faceto, Sturani racconta la sua storia, non nascondendo le proprie manie da collezionista felice ed essere umano ‘risolto’, capace non solo di convivere con la propria passione, ma anche di averla fatta assurgere a seria professione. I suoi articoli, pubblicati per varie riviste italiane, fra cui Charta e ilCurioso, sono sempre fonte di grande interesse, così come il suo personale modo di presentare nuove raccolte di cartoline e organizzare esposizioni in tema. Se esiste una letteratura di collezionismo (sembra proprio di no, purtroppo), le Memorie di Sturani sono destinate a divenire un piccolo classico, forse non al pari delle Memorie di Giacomo Casanova, ma scritte con lo stesso tono appassionante e, a tratti, persino morboso.

Simone Bardazzi  (08-01-2005)

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