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I morti non pagano
I morti non pagano
Antonio Zamberletti 
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Romanzo, Italia 2004
271 pp.
Prezzo di copertina € 14,50
Editore: Todaro , 2004
ISBN 88-86981-53-8


Todaro

Nella stessa Milano in cui hanno investigato e vissuto idealmente Duca Lamberti, il Commissario Ambrosio, Riccardo Finzi, il Gorilla e il maresciallo in pensione Binda, oggi conduce la propria attività Vincenzo Torres. Si tratta di un ex-poliziotto, con alle spalle un passato di paracadutista nella Folgore (inviato a Beirut durante la prima missione militare della storia italiana post-bellica), una lunga militanza nei Nocs e una carriera leggendaria nella Polizia di Stato. Dopo un matrimonio in frantumi con una dottoressa del Pronto Intervento e un periodo da alcolista, adesso sopravvive facendo l’investigatore privato. Si occupa solitamente di tradimenti coniugali, e proprio uno di questi casi lo farà tornare indietro nel passato. La sua cliente, infatti, verrà uccisa da un cecchino proprio sotto i suoi occhi e l’indagine cambierà velocemente aspetto, costringendolo ad affrontare i fantasmi di un tempo, a riallacciare i contatti con i suoi ex colleghi e ad impugnare nuovamente un pistola. La vicenda vede come ingredienti principali una famiglia di mafiosi, una serie di omicidi, una rapina ad un bisca, uno spetznaz russo in giro per Milano e un ex contrabbandiere.

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I morti non pagano: Vincenzo Torres indaga

Il primo giorno di novembre fu freddo e piovoso. Un’acquerugiola fine, quasi impalpabile, mossa da raffiche di vento, dava un’aria tetra alla città. I fari delle auto, accesi anche di giorno, coloravano di riflessi liquidi l’asfalto bagnato. Quella sera stessa Carlo Grezzi lasciò gli arresti domiciliari dopo che una pattuglia del 112 era passata a controllare che fosse in casa. I carabinieri gli fecero firmare il foglio di controllo alle otto meno dieci e, poco dopo le nove, Grezzi uscì dal suo palazzo in fondo a Via Padova con in tasca il portafogli e una Beretta da 9 millimetri. Andò con la macchina fino alla metropolitana di Piazzale Udine, diventando una delle molte ombre sfuggite alla legge e diventate fantasmi.

Cosa succede quando un ex agente della Polizia di Stato diventa scrittore di gialli? La domanda, che in molti si sono posti tempi addietro, sembra avere oggi una valida risposta in questo romanzo. Per certi versi Vincenzo Torres, il protagonista di questo libro, sembra essere l’immagine speculare – e quindi rovesciata – del celebre Gorilla di Sandrone Dazieri. Entrambi si aggirano per una Milano spettrale, cattiva e violenta, ma con diversi meccanismi mentali. Entrambi sembrano essere personaggi borderline, balzati fuori dal tessuto sociale di una delle più importanti metropoli europee. Tuttavia, il passato di Torres è ben diverso da quello del personaggio di Dazieri. Se il Gorilla, infatti, vanta una militanza come squatter al Leoncavallo, il personaggio ideato da Zamberletti ha un passato nelle Forze dell’Ordine e porta con sé tutte le contraddizioni e le prerogative proprie di tale lavoro: il mestiere delle armi. Difficile stabilire quanto della vita di Zamberletti sia confluito nella narrazione di questo romanzo, ma saltano agli occhi molti dettagli che rendono I morti non pagano un giallo iperrealista. Molto spesso, lo scrittore indugia consapevolmente nella descrizione di armi, metodi di pronto intervento, strategie balistiche, calibri delle bocche di fuoco e metodologie poliziesche con sorprendente esattezza. Un’attenzione quasi maniacale, che a tratti può ricordare la cura per il dettaglio di Bret Easton Ellis in American Psycho; anche se Zamberletti sembra essere più influenzato dalla scuola hard boiled di Ed McBain, James Ellroy e Dashiell Hammett. Ciò nonostante, l’ambientazione ambrosiana di questo thriller è filologicamente corretta, quasi in linea con quanto hanno scritto Giorgio Scerbanenco, Olivieri e soprattutto Luciano Secchi.
Il risultato è sorprendente: uno dei migliori hard boiled italiani degli ultimi anni.


Simone Bardazzi  (07-01-2005)

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