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Cosa ci faccio seduto qui per terra
Ce que je fais là assis par terre
JoŽl Egloff 
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Romanzo, Principato di Monaco 2003
135 pp.
Prezzo di copertina € 12
Traduzione: Maurizia Balmelli
Editore: Instar , 2004
ISBN 88 461 0056 5


Instar

Un uomo dall’età indefinita vive una sorta di eterna convalescenza. Coltiva un ravanello in un piccolo orto in una Parigi i cui edifici si stanno sgretolando e iniziano a crollare. Tra i suoi amici c’è Jeff, un barbone con cui condividerà la vita di strada.

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Cosa ci faccio seduto qui per terra: Tra le macerie

Almeno quando potevamo renderci utili, per un attimo ci passava la malinconia. Davamo indicazioni a persone smarrite, non potevamo fare altro, ma era già qualcosa. In quel dedalo di vie e viuzze sventrate, sbarrate, di sensi vietati e deviazioni se ne incontravano sempre più spesso, soprattutto turisti erranti senza guida. Ogni volta che li vedevamo buttarsi giù dalla Butte a branchi, sapevamo che lassù era di nuovo accaduto qualcosa, e che sul pullman, alla domanda se ognuno aveva il proprio vicino, qualcuno si sarebbe messo a strillare.

In un universo che cade a pezzi, un uomo vive senza fare nulla e non si annoia. Rimasto senza casa, senza grandi traumi inizia la vita di strada con un altro barbone. La tragedia di un mondo che si sgretola viene vissuta con leggerezza, come si trattasse di un temporale, e l’ambientazione apocalittica è quella di una città semivuota in cui i più si sono ormai rifugiati in provincia e quelli che sono rimasti sembrano prigionieri di un mondo senza storia né radici.
Egloff racconta un popolo desolato fatto di “gente brava”, con un forte lato umano. Descrive momenti di tenera poesia senza abbandonare quell’umorismo tagliente e disarmante che lo caratterizza.
I suoi personaggi tragicomici, i cui volti ricordano i protagonisti delle storie di Céline, offrono, per certi versi come quelli di Cecitŗ di Saramago, una sincera riflessione sulla solitudine e sulla minaccia del disastro; una profonda metafora della paura, che da sempre l’uomo porta con sé, della fine del mondo.
Il romanzo ha vinto il Grand Prix de l'Humour Noir 2004 ed il prix des lecteurs de l'Armitière 2003.


S. M.  (31-12-2004)

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