Diario di un fallito - Un quaderno segreto
Dnevnik neuda...
Eduard Limonov
Romanzo,
Russia
1984
169 pp.
Prezzo di copertina € 13
Traduzione: Marina Sorina
Editore:
Odradek
,
2004
ISBN 88-86973-35-1
Odradek
La vita quotidiana raccontata attraverso le pagine di un diario che non risparmia niente: i dolori e i rifiuti, la gente, i vecchi, i bambini, le ex mogli che te le ritrovi davanti quando meno te lo aspetti. E poi le delusioni, le confessioni. Intanto intorno cambiano le stagioni, i tempi, la storia.
Diario di un fallito: La volontà di farsi conoscere
Il mondo. La vita. Pareva che tutto si fosse fermato. Il sole in faccia è la pace nell’anima.
Solo che tutto ciò è un imbroglio. Domani, dopodomani, di nuovo sarà esploso il mondo…di nuovo i capelli si sporcheranno, il vento sferzerà, la pioggia bagnerà, la donna tradirà, e io bacio una foglia rossa, che cade sul mio libro. Salve, Natura!
E voi, gente, ammazzatemi, per favore, in un modo spettacolare.
Sono pagine dure, queste. Tanto da far pensare, mentre le sfogli, che ci sia anche una certa compiacenza nella crudezza delle espressioni. Miraggi icastici, a volte anche troppo, di una realtà da ingoiare così come ci si presenta. Così come Limonov vuole presentarcela e rendercene partecipi.
Un diario che al di là del privato che racconta, ha il pregio di ristabilire un rapporto con una storia poco conosciuta. E da lì, nasce la curiosità di conoscere anche il protagonista che la vive e che ce la racconta. Ma attenzione: quest’opera è anzitutto un atto di narcisismo. Alla base c’è la volontà di farsi conoscere, di essere scoperto, riconosciuto, al limite anche ammirato in tutto quel che rappresenta una forzatura al senso comune: “mi piace essere un avventuriero. Mi torna spesso utile. All’improvviso piove, e mi sento povero e nauseato, e mi viene da piangere, allora penso: - ehi, sei un avventuriero, può capitare. Tieni duro, ragazzo, te la sei scelta tu questa strada, non volevi una vita normale – ora beccatela, e non ti lamentare”. E questo è niente in confronto a quel che si trova leggendo questo Diario di un fallito che ci prova gusto a sentirsi tale. Quasi che la sofferenza, a prescindere dal tipo, sia comunque un pregio da esibire.
Il bello veramente di questo testo sono gli sprazzi di verità. Mai edulcorati, mai regalati o forzati. Li trovi lì, ad attenderti come luci che di tanto in tanto ti fanno strada e che servono a darti la via: la realtà, brutta, sporca, malsana e dolorosa è comunque la realtà. E con lei vanno fatti i conti. Non mistifica niente, Limonov. Semmai il contrario. Ma tutto questo non deve indurre in errore: tanta aderenza alla realtà non significa che il sogno sia archiviato. Piuttosto che va preservato, curato, coccolato pena la sua dissipazione. E questo sarebbe il peggiore dei reati, il più grave dei peccati. La realtà e il pelo sullo stomaco che essa comporta sono il solo modo di tenere al caldo la fantasia, la felicità che aspettiamo, quel domani che sarà - che dovrà essere - comunque migliore dell’oggi.
Chiara Lico
(11-12-2004)
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La consapevolezza dell'esistenza di altri stili di vita mette a disagio, dal momento che rappresenta una sfida alla modalità quotidianamente accettata e praticata senza porsi domande né dubbi.
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