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Qualcuno ha mentito
Qualcuno ha mentito
Marco Mancassola 
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Romanzo, Italia 2004
141 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: Mondadori , 2004
ISBN 88-04-53000-6


Mondadori

Dave ha una storia da raccontare, ma il suo interlocutore preferirebbe non ascoltarla. Sicuramente non si tratta di una storia piacevole, e forse non è neanche vera, ma solo prodotto di paranoie. Anche Anna, la ragazza di Dave, forse ha da raccontare la sua versione della storia, ma è chiusa nel suo mondo, ai limiti dell'afasia. In una Londra notturna di locali, squat e droghe sintetiche, una casa disabitata diventa il catalizzatore dei desideri e delle fobie dei protagonisti, e il teatro sinistro della loro messinscena.

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Qualcuno ha mentito: Storie di sonnambuli

Che ci faccio qui? Voi lo sapete? Nemmeno io.
Un giorno, avevo ventidue anni, Dave venne a raccontarmi una storia. Non doveva essere una storia facile. Pelle tirata e labbra secche raccontavano già qualcosa: un prologo che sapeva di disidratazione, carenza di vitamine e baci sbagliati. O forse era il bisogno di parlare a qualcuno che gli aveva bruciato le labbra, come un calore senza sfogo. Al tempo aveva sui ventisette: quel tipo di età in cui un giovane ribelle, pensavo, inizia talvolta a sembrare un barbone.


È un thriller ossessivo e opprimente Qualcuno ha mentito, che utilizza come motore di tutto l'ingranaggio la solitudine e l'insicurezza - declinate in tutte le loro espressioni più estreme - di un gruppo di ventenni nella Londra della metà degli anni Novanta. I protagonisti si muovono nella cornice di una città notturna e marginale fatta di rave, di cibo take away, di lavori saltuari, case occupate e sgomberi. Una città che succhia soldi ed energie, e lascia vuoti e senza sangue. E che vista attraverso gli occhi dei protagonisti si trasforma in scenario irreale e indistinto.
La voce narrante è quella di un ascoltatore riluttante, ma incapace di sottrarsi alla storia che Dave vuole a tutti i costi raccontare. Dave, nevrotico e insicuro, deve condividere con qualcuno il suo segreto, quello di una casa disabitata che vuole andare a occupare con la sua ragazza e che, inaspettatamente, si tramuta in scenario da incubi notturni. Ma forse Dave sta parlando d'altro, della sua solitudine e della sua storia difficile con Anna, una ragazza italiana dal linguaggio criptico e dal comportamento anaffettivo, con strane abitudini alimentari e una predilezione per le droghe sintetiche.
Dave e Anna vivono in modo simbiotico e regressivo. Così, quando Dave decide di occupare la casa per uscire dalla stasi, questo gesto si trasforma in uno sforzo immane di rottura dell'inerzia, che si compie come in un sogno angoscioso. Tutta l'azione, per la quale Dave usa inutilmente le energie residue, ha le iterazioni e le modalità di un incubo a occhi aperti. Un incubo al cui centro è la casa, che imprime alla narrazione il ritmo di un vortice che risucchia e poi respinge in un ciclo a spirale che non lascia pause.


Paola Dell'Armi  (04-09-2004)

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