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Il signore degli occhi
Il signore degli occhi
Roberto Pazzi 
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Romanzo, Italia 2004
339 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Frassinelli , 2004
ISBN 88-7684-779-0


Frassinelli

Il cavaliere Enrico Magnoni, carismatico leader politico, dopo una vacanza in Egitto, decide di ritirarsi in convento e di farsi frate.
Cosa ha spinto l’uomo più potente d’Italia a lasciare la famiglia, il denaro ed il successo per indossare il saio? Enrico, ora Frate Agostino, cerca di comprendere il senso della vita e della morte entrando in contatto con una realtà molto diversa da ciò a cui era abituato. Ma è un personaggio troppo di spicco per poter sparire da un giorno all’altro e smettere di dare notizie di sé.


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Il signore degli occhi: viaggio verso l'ignoto

Tutto è cominciato a cadermi addosso un mese fa, in Egitto, visitando ai primi di settembre le piramidi di Giza, che non avevo mai visto. L’emozione di quella torrida giornata, davanti ai colossi ai limiti delle dune del deserto, fu subito incontenibile. I Faraoni dell’antico Egitto avevano saputo fermare il loro tempo nelle forme perfette di quelle tombe. E le pietre ne continuavano ad esprimere la capacità, già da vivi, di dominare la morte. Io invece, pietrificato da un potere come il mio, che non poteva fermarsi nemmeno un istante, cedevo ogni giorno al ritmo cieco del correrle incontro, come all’unico esito della mia vita.

È davvero possibile decidere di lasciare tutto per ritirarsi in un convento sperduto delle Alpi austriache? Il protagonista del romanzo decide di farlo dopo aver visitato l’Egitto ed essere “entrato in contatto” con quel senso di morte perenne ispirato dalle mummie. L’idea può non sembrare così strana se si considera che oggi è una moda trascorrere le vacanze nella tranquillità di un monastero, lontano dal caos. Seguire i rigidi orari della vita monastica sembra sia il modo più adatto per recuperare le energie (prezzi modesti, niente televisione e tanto tempo per pensare). Ma il protagonista di questa storia non lo fa per vacanza, vuole comprendere il senso della morte, alla quale, data l’età, si sente molto vicino. Per questo, anche se all’inizio Enrico ricorda qualcuno del nostro panorama politico (imprenditore, politico, Cavaliere, ex presidente del Consiglio), Il signore degli occhi è un romanzo intimistico in cui l’autore si sofferma prevalentemente sull’analisi interiore del personaggio. L’apparenza inganna: il convento nasconde molti segreti, tanto da dare uno sfondo giallo alla vicenda, anche se il punto centrale rimane sempre il bisogno di comprendere il senso della vita e della morte. L’ossessione del tempo è una delle tematiche preferite di Roberto Pazzi, già sviluppata in romanzi precedenti ed in questo caso nasce dal contrasto tra il suo scorrere incessante (che avvicina alla morte) e l’impossibilità di calcolare i giorni che passano (scanditi solo dalle preghiere, dai pasti e dal sonno).
Chi ha letto ed amato i due precedenti romanzi di Roberto Pazzi, Conclave e L'erede, troverà la conclusione di una trilogia ideale, in cui ogni romanzo affronta un diverso aspetto diverso del mondo ecclesiastico. E l’autore riesce a ricreare in maniera precisa la crisi mistica che può investire qualsiasi persona in questo inizio di nuovo millennio.


Barbara Leone  (25-06-2004)

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