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Il terrorista dei generi: tutto il cinema di Lucio Fulci
Il terrorista dei generi: tutto il cinema di Lucio Fulci
Paolo Albiero  Giacomo Cacciatore 
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Saggio, Italia 2004
400 pp.
Prezzo di copertina € 32
Editore: Un mondo a parte , 2004
ISBN 88-900629-6-7


Un mondo a parte

Il giusto omaggio a uno dei grandi del cinema italiano, troppo facilmente etichettato dalla critica dell'epoca come mestierante e oggi osannato anche da Tarantino.

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Il terrorista dei generi: terrorismo d'autore

A otto anni dalla morte di Lucio Fulci, i due massimi esperti della carriera artistica del regista ne tracciano la prima biografia ufficiale. Un saggio preciso, esauriente e definitivo, per comprendere l'opera di uno dei maestri del cinema popolare italiano. Un viaggio nel mondo dell'uomo e dell'artista. Un percorso di oltre cinquant'anni del nostro cinema, ricostruito anche attraverso analisi critiche, dati ministeriali, interviste e immagini inedite.

Da alcuni anni la critica cinematografica sta facendo ammenda delle ingiustizie perpetrate ai danni di grandi professionisti del cinema italiano. Ferdinando De Leo, Umberto Lenzi, Mario Bava, oggi venerati da Quentin Tarantino, verranno celebrati alla Mostra del cinema di Venezia 2004 con una retrospettiva organizzata dal direttore Marco Mueller.
Cade quindi a fagiolo questo tomo sulla vita e le opere di Lucio Fulci, regista che dopo una gavetta eccellente al fianco di Steno, è stato capace nell'arco di una carriera quasi quarantennale di affrontare tutti i generi possibili, riuscendo a sviluppare una poetica assolutamente personale.
Albiero e Cacciatore nei sette anni necessari alla stesura del saggio hanno rovistato negli archivi del Pubblico Registro Cinematografico, incontrato i collaboratori, i familiari, gli amici e gli attori di Fulci, esaminato ogni suo film con attenzione quasi maniacale. Un lavoro certosino che restituisce la giusta dignità artistica a un cineasta mai amato da una critica poco attenta.
Proprio grazie a questo lavoro, siamo in grado di risalire a una lunga serie di personaggi che, proprio come Fulci, sono stati parte integrante della tradizione cinematografica italiana negli anni in cui la nostra produzione si andava affermando in giro per il mondo, potendo contare sui soldi che questi professionisti bistrattati dalla cultura ufficiale, ma amatissimi dal pubblico, facevano arrivare nelle casse dei produttori.
Fulci esordì dietro la macchina da presa con "I ladri", commedia poliziesca con Totò, il primo dei tanti generi in cui si cimentò. L'aiuto del Principe della risata, conosciuto ovviamente durante il periodo di apprendistato alla corte di Steno, fu assai importante nella prima fase della carriera del regista, così come fondamentale fu la presenza di Celentano nei primi 'musicarelli', genere che Fulci inventò con il suo fido compagno Piero Vivarelli. In seguito diventò il regista favorito da Franchi e Ingrassia, all'epoca dominatori del botteghino, ma la fase più interessante della sua carriera arrivò senza dubbio con il passaggio prima al thriller, tra cui è fondamentale ricordare gli inquietanti "La lucertola con la pelle di donna" e "Non si sevizia un paperino", entrambi con una bravissima Florinda Bolkan, opere in cui inizia a prendere corpo quella poetica della violenza da cui sono stati influenzati molti registi negli anni a venire.
Forte per molto tempo di ottimi incassi che, se rapportati ai nostri giorni, ci parlano di cifre mirabolanti, la carriera di Fulci ha cominciato la parabola discendente alla metà degli anni Settanta, proprio dopo l'enorme di successo di "Zanna Bianca" con Franco Nero (con cui aveva già lavorato nel western "Tempo di massacro"). Il cinema stava cambiando, la grande attenzione che Fulci riversava nella realizzazione di ogni sua pellicola cozzava con un'industria che, con l' avvento delle videocassette e dell'homevideo, avrebbe finito col fagocitare gli iconoclasti sui generis come lui.
Oggi buona parte della sua opera è stata rivalutata, ma per sapere davvero tutto sul suo cinema e anche sul Fulci privato, intellettuale di grande levatura e cultura, Il terrorista dei generi è una sorta di Vangelo e che resterà unico nel suo genere.


Alessandro De Simone  (26-05-2004)

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