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Il cuore finto di DR
Il cuore finto di DR
Nicoletta Vallorani 
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Romanzo, Italia 2003
206 pp.
Prezzo di copertina € 13,50
Editore: Todaro , 2003
ISBN 88-86981-50-3


Todaro

Milano, lontano futuro. Penelope De Rossi, DR per abbreviare, è una donna sintetica grassa, con la segreta passione per la droga chiamata sintar e il mestiere di detective privata. Viene assoldata da Elsa Bayern, ricchissima e spregiudicata erede di una multinazionale farmaceutica, per ritrovare il marito scomparso, un alieno di nome Angel portato sulla Terra da Samuel Bayern, il papà di Elsa. DR scopre anche troppo, e si trova a fronteggiare una macchinazione che coinvolge due pianeti ed interessi innominabili, fino a diventare lei stessa la preda e non più la cacciatrice.

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Il cuore finto di DR: per qualche pallina di sintar in più

Una specie di nostalgia, il pensiero ricorrente dell'abitudine, di quello che ci si aspetta di vedere, sostituito da quello che si vede. Che non si vede più.

Nicoletta Vallorani si è guadagnata negli anni, a colpi di romanzi e racconti neri, inquietanti e originali, un ruolo di tutto rispetto nel panorama della letteratura di genere italiana. Todaro ripropone ora il romanzo d'esordio di questa autrice, peraltro a suo tempo (ormai più di dieci anni fa, nel lontano 1993) insignito del prestigioso Premio Urania. Il cuore finto di DR, pur avendo il merito di aver generato un certo interesse attorno a sé, al punto che la Vallorani ha scritto un sequel (Dreambox, pubblicato da Mondadori sempre su Urania) ed altri romanzi con più o meno la stessa ambientazione, ha le stimmate dell'opera prima. La trama, i personaggi, i richiami all'iconografia sci-fi anni '80 ci causano più di un deja-vu, ma d'altronde senza Dick e Blade runner dove saremmo tutti noi? Anche il linguaggio si imbatte talvolta in zone paludose, carte moschicide, pozze di asfalto fuso che rendono faticosa l'avanzata e alle quali non è certo estranea una certa 'italianità' nello stile comprensibilmente poco agevole da shakerare per un'esordiente con il tono cyber-noir della vicenda. Le nuvole si diradano e tutto miracolosamente sembra sciogliersi nei capitoli dedicati al pianeta Entierres ed alle complesse interazioni telepatiche e culturali tra i suoi abitanti: qui il manifesto programmatico della Vallorani, e cioè "usare la Science Fiction come un grimaldello per entrare dove non si può" viene alla luce, e la storia si arricchisce di sapori più personali e raffinati, nonché di una sorta di mediterraneità che le dona un che di insolito ed affascinante. Ma è una felice parentesi in un romanzo complessivamente poco riuscito.

Lavori successivi hanno certificato la crescita autoriale della Vallorani, e quindi sono un punto d'approccio più consigliabile per chi non ha mai letto niente di suo: chi invece ha saputo apprezzare le sue ultime cose, saprà rintracciare tra le righe i prodromi dell'ottima autrice di là da venire.



David Frati  (26-05-2004)

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