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L'usignolo dei Linke
L'usignolo dei Linke
Helga Schneider 
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Romanzo, Italia 2003
154 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: Adelphi , 2003
ISBN 88-459-1845-9


Adelphi

2003. Kurt Linke rintraccia Helga Schneider dopo averla vita in tv. Insieme rievocano un'estate bellissima di tanti anni prima.

1948. Helga e suo fratello Peter passano l'estate nella casa dei nonni, sul lago di Attersee, in Austria. Li raggiunge Kurt, un ragazzo cupo e rabbioso che è rimasto traumatizzato dalle sofferenze patite in guerra da lui e dalla sua famiglia. Malgrado le raccomandazioni dei nonni, del papà e della matrigna di Helga di essere molto pazienti con Kurt, la tensione sale alle stelle...

1945. La famiglia di Kurt è costretta a fuggire dalla sua casa dalla rappresaglia feroce dell'Armata Rossa, che sta avanzando quasi senza ostacoli verso Berlino, lasciando dietro di sé rovine, cadaveri e donne stuprate. Il rigido inverno tedesco trasforma la fuga in un'epopea terrificante.



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L'usignolo dei Linke: libro dell'Esodo

Dio non esiste, mamma. Altrimenti non ci avrebbe tolto il nonno. Dio non ascolta le nostre preghiere. Non ne dirò mai più una per il resto della mia vita.

L'opera letteraria di Helga Schneider si arricchisce di un altro, fondamentale capitolo. L'affresco crudo e terribile del periodo del Nazismo e delle atrocità della seconda Guerra Mondiale, che tanto hanno infierito sulla famiglia della scrittrice (la madre abbandonò lei, il fratellino e il marito per arruolarsi nelle SS e diventare una zelante e sanguinaria guardiana di campi di concentramento, con tutto il dramma familiare, la vergogna e il senso di colpa che ne conseguono), brilla di nuovi, sinistri colori grazie al racconto della tremenda esperienza di Kurt Linke. Anche lui tedesco, anche lui vittima della tragedia bellica più che complice di essa. A soli nove anni fu costretto con la sua famiglia e con tutti i suoi compaesani a fuggire dalla sua casa in Germania verso il Mare del Nord, per trovare rifugio su una nave-profughi. Incalzati dall'esercito sovietico, che affondava nel territorio del Reich come nel burro puntando verso Berlino e seminando una scia di morte e distruzione dietro di sé, i fuggitivi avanzavano a tappe forzate, su vetusti carretti trainati da cavalli, con una temperatura media di venti gradi sotto zero e scarsissime riserve di cibo. La morte, la disperazione, la paura e la malattia ben presto divennero le fedeli compagne dei fuggitivi ed in particolar modo della famiglia di Kurt, una delle più provate dal viaggio.
Ma l'esodo dei Linke è solo uno dei piani narrativi del libro, che racconta anche con tenerezza e finezza il ritorno alla vita dei 'bambini della guerra', dei giovani che - oltre alle privazioni materiali - devono imputare allo scoppio del conflitto anche lo scippo della loro infanzia, la trasformazione degli anni potenzialmente più spensierati della loro esistenza in un incubo di lutti, violenza, lacrime e sangue. Non è solo Kurt, ma un'intera generazione ad elaborare un lutto, a muovere i primi passi esitanti verso una nuova, inattesa primavera. Col suo piacevole corredo di usignoli. O allodole.


David Frati  (19-05-2004)

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