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La qualità dell'aria
La qualità dell'aria
AA.VV. 
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Racconti, Italia 2004
360 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Minimum Fax , 2004
ISBN 88 - 7521- 012- 8


Minimum Fax

Diciannove fotografie scattate al nostro tempo e a un'Italia protagonista di quest'album doloroso. Si sorride, ma c'è ben poco da ridere di quel che si vede in giro e nessuno - nessuno - si salva. Questa è l'aria che respiriamo. La qualità? Polveri sottili, sottilissime. Impercettibili, quasi...

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La qualità dell'aria: racconti freschi e polveri sottili, romanzo corale su un'Italia allo specchio

Se penso a mio figlio e a come sarà, lo immagino femmina. Mi chiedo quello che le darò, una stanza dei giochi tutta per noi invece che aria buona da respirare, una tutina rosa al posto di un padre, amore e regole. Se lo vorrà sarà una ballerina, e se no, se vorrà essere un maschio, le taglierò i capelli e le insegnerò a essere stupida, debole, volgare. Non avrà la televisione almeno fino a dieci anni. Poi non potrò più fare niente per lei. (Paolo Cognetti, Manuale per ragazze di successo)

Fresca. Un aggettivo per questa raccolta di storie urbane è "fresca". Storie metropolitane, profondamente reali, sociali, e alla fine personali. Dietro c'è l'eco dei giorni nostri, rivisti studiati messi all'indice o elogiati (poco) con la lente della sensibilità di chi osserva per ridire. Chi legge non può dissociarsi da un'analisi diversa per ognuno ma comune a tutti: quella su un paese, il nostro, che sta (al quale stanno?) sicuramente cambiando i connotati. Ma di cui tratteggiare il profilo è compito duro. E così c'è la Milano di oggi: il mondo del lavoro che ti divora. E se non sei più sveglia di lui, o ti riduce in briciole nel breve tempo di uno spot oppure ti fa ritrovare "la busta paga di gennaio che va oltre ogni immaginazione". Ma a che prezzo, scopritelo da soli. Ci sono Torino al tempo dell'austerity e Pordenone, vecchi operai e nuova immigrazione: i fatti insomma. Poi c'è la politica, puzzolente come un maiale invasore e anche qui guardatevi come va a finire: perché è vero che "Roma non è più la stessa e che la gente esce poco", ma va detto che sono pagine, queste, in cui si è lavorato di fino. E poi Manipulite, le bugie della destra, l'autocelebrazione della sinistra che finisce col parlare per bocca del Papa. E ancora il precariato e, tanto per non farsi mancare l'attualità, anche gli aeroporti. E via dicendo. Insomma ce n'è per tutti i gusti e chi legge non può dire di non riconoscersi almeno in uno dei diciannove racconti. E diciamo volutamente diciannove perché la metafora illustrata a firma Falcinelli e Poggi è la dimostrazione che non solo le parole sono il mezzo per dire. Ma anche che, spesso, meno se ne usano meglio è. Giusto, è giusto, che proprio questa graphic novel sia la copertina di una raccolta significativa: significativa, sì, perché non parla a vanvera. Perché 360 pagine denunciano molto di più di quanto oggi non riescano o non vogliano fare i giornali, le situazioni quotidiane nelle quali siamo immersi fino al collo. E nelle quali stiamo man mano annegando. E questa alla fine è la letteratura, no? Il far vedere la realtà (non ci azzardiamo a dir "la verità") dipingendola con le parole, fotografandola, se vuoi anche caricandola. Perché il messaggio per uscire fuori ed essere inviato a qualcuno, dev'essere di dimensioni enormi dentro chi lo cova. Tanto da dar fastidio, da far male. Ecco perché questa raccolta è fresca. E arriviamo al punto da cui siamo partiti: è fresca perché il più anziano tra gli scrittori è nato nel 1964. E questo c'entra. Perché quando sei giovane, forse è anche vero che vedi tutto o bianco o nero, ma quei colori sono puliti. Quel che ti deve scioccare, ti sciocca. Quel che ti deve indignare, ti indigna. Quel che ti deve dare fastidio te lo dà eccome e sei sensibile e con le antenne dritte, zitto senza dire niente non ci stai. Ecco perché in un modo o nell'altro qui, botte da orbi ne prendono tutti: perché c'è ben poco da ridere, quale che sia il punto di vista. Un romanzo corale su un'Italia caricaturale che (male)odora di McDonald's. Paese- laboratorio sconclusionato disordinato raccomandato in cui se vuoi essere ascoltato, trovati da solo il modo di urlare in tv. Se no stai zitto, tanto se parli a bassa voce il risultato è lo stesso: nessuno ti sente. La qualità dell'aria, avverte il titolo. E di proposito i curatori lasciano noi la definizione di queste polveri sottili, sottilissime, che stiamo respirando senza rendercene conto.

Chiara Lico  (04-05-2004)

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