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La mia ragazza di Magdalena
La mia ragazza di Magdalena
Giorgio Scerbanenco 
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Romanzo, Italia
232 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: Sellerio , 2004
ISBN 88-389-1924-0


Sellerio

Buck, bandito buono inseguito dalla banda con cui ha collaborato, ritorna nel Nuovo Messico dove č nato e ritrova la ragazza indiana che č stata il suo primo amore. Ma i guai non sono finiti e dovrā fuggire ancora.

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La mia ragazza di Magdalena: come in un film

Sono felice cosė, senza nessuna speranza, coi giorni contati. E potrā sembrare strano, ma qui su queste montagne, vicino a Zuņita, ho imparato appunto che si č tutti felici cosė, anche se non lo sappiamo:senza speranza e coi giorni contati, perché siamo tutti senza speranza e coi giorni contati...

Scerbanenco dalle cento penne, uno stile diverso per storie diverse, uno pseudonimo diverso per ogni storia, sempre lui, il russo italiano, dietro le sue parole e i suoi personaggi. Nel 1945, dopo il ritorno dalla Svizzera dove si era rifugiato nel 1943, Scerbanenco era diventato direttore di alcune riviste femminili e aveva ripreso a scrivere a quel suo ritmo straordinario e instancabile. Da qui la necessitā di diversificare, celandosi sotto parecchie identitā. La mia ragazza di Magdalena fu pubblicato con lo pseudonimo di John Colemoore, un nome americano, una scelta quasi obbligata per Scerbanenco che aveva avuto il padre fucilato a Odessa dalle Guardie Rosse, in un'epoca in cui le simpatie erano o per la Russia o per l'America. E a John Colemoore Scerbanenco volle pure dare un'identitā che andasse al di lā del nome, pubblicandone addirittura una foto su "Novella" e attribuendogli una biografia: 36 anni, nato nel Nuovo Messico, emigrato a New York, solitario, timidissimo. Strizzando l'occhio ai lettori e a se stesso nello specchio, quando aggiunge che in La mia ragazza di Magdalena lo scrittore Colemoore esprime la nostalgia per la sua terra, che i lettori conoscono da un romanzo precedente di Scerbanenco pubblicato sulla rivista. C'č tutta l'atmosfera e il gusto degli anni '50 nel romanzo di Scerbanenco-Colemoore, la nostalgia per i grandi spazi mai visti del Nuovo Messico che prendono il posto dell'esotico dei romanzi dell'800, la lotta fra i buoni e i cattivi, la malavita americana sul modello di quella resa seducente dalle imprese di Al Capone, un protagonista, Buck, che č il nuovo eroe romantico, un bandito controvoglia con il ricordo del suo primo amore nel cuore, una donna, Zuņita, che č la puttana buona. Sullo sfondo di un paesaggio un po' di cartapesta come quelli dei set cinematografici del tempo, la storia č quella di una fuga, di Buck, che si č sporcato le mani di sangue, verso sud prima e verso una riserva indiana dopo, quando porta con sé anche Zuņita, l'amore ritrovato e conteso. C'č anche il ricordo del loro incontro da bambini, l'ombra scura dei pregiudizi razziali, e un'altra storia d'amore, quella ingenua e generosa della donna che si accontenta di una notte d'amore con Buck che lei ha raggiunto per salvargli la vita, e che- forse- resta incinta di lui. Finale rosa e un poco melodrammatico, in un'innocenza ritrovata fra gli indiani segregati nella riserva. Anche questo finale sembra la scena di un film ma, d'altra parte, era chiaro fin dall'inizio che avremmo letto una storia che potevamo proiettare sullo schermo della mente, quando Buck, inseguito dalla banda di Carter, entra in un cinema e vede "Duello al sole", con Gregory Peck e Jennifer Jones a cavallo nel deserto- come Buck stesso e Zuņita in fuga in un futuro che lui non conosce ancora-, per non dire dell'osservazione spesso ripetuta che Buck assomiglia all'attore Joel Mac Crea, l'eroe buono del western americano. Se La mia ragazza di Magdalena non č pari ai romanzi che, a mio parere, sono i migliori di Scerbanenco- quelli noir con il personaggio impareggiabile di Duca Lamberti-, ha pur sempre il fascino della scrittura di un autore che ha segnato un'epoca nella storia del romanzo italiano.

Marilia Piccone  (14-04-2004)

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