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Lettere dal Giappone (1875-1895)
Lettere dal Giappone (1875-1895)
Alfredo Livi 
blank
Saggio, Italia 2003
116 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: Caroggio , 2003
ISBN XXX


Caroggio

Una ventina di lettere inviate negli anni dal 1875 al 1895 da Edoardo Chiossone, uno stimato professionista genovese specializzato nell'incisione e nella stampa di valuta che lavor˛ a lungo a Tokyo, in Giappone, per dirigere il locale istituto poligrafico, al cognato Giambattista Villa. Impressioni di viaggio, brevi note, richieste che ci danno l'immagine di un uomo di altri tempi e del Giappone della fine dell'800. In appendice, alcune note biografiche su Giambattista Villa e la descrizione della collezione dei suoi oggetti d'arte.

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Lettere dal Giappone (1875-1895): Genova-Tokyo solo andata

Il povero Cav. Edoardo Chiossone, di Lei cognato e mio ottimo amico, ha cessato di vivere l'11 corrente, in seguito a malattia di cuore. La sua morte ha profondamente amareggiato la corte imperiale, le autoritÓ indigene, la nostra Colonia e un'infinitÓ di amici e conoscenti, i quali vollero accompagnarlo all'ultima dimora con pompa solenne.

Alfredo Livi cura con palpabile rispetto ed affetto l'edizione di questo epistolario davvero sui generis per pi¨ di un motivo: innanzitutto mancano praticamente del tutto le risposte di Giambattista Villa, finite chissÓ dove in Giappone, e quindi siamo di fronte ad un monologo, per giunta parziale (delle lettere vengono pubblicati per la maggior parte solo degli estratti); inoltre le missive arrivano da molto lontano nel tempo e nello spazio (ed in questo risiede quasi integralmente il loro fascino). Il Giappone del finire dell'800 sta attraversando un periodo storico di decisivi cambiamenti: una sanguinaria guerra con la Cina Ŕ in corso, il doppio sistema di potere shogunato-impero viene messo definitivamente in crisi dai fautori dell'apertura all'Occidente, con la conseguente liquidazione del retaggio feudale e la progressiva scomparsa della classe dei samurai. Tra i sintomi della 'modernizzazione' del paese, la creazione di un sistema valutario del tutto simile a quello di una nazione europea: in questo ed altri ambiti era diffusissima la pratica di 'importare' professionisti da ogni parte del mondo per guidare il processo di occidentalizzazione e addestrare una classe di tecnici indigeni. E' il caso di Chiossone, un posato quarantenne ligure che finisce per innamorarsi del paese del Sol Levante, dei suoi paesaggi, della sua cultura. Peccato davvero che le lettere pubblicate in questo libro siano pi¨ che altro noterelle, accenni, brevi richieste che lasciano soltanto intuire potenziali sognanti descrizioni paesaggistiche o cronache storiche di un testimone 'quasi oculare' pi¨ che soddisfare la curiositÓ del lettore. Ne esce ridimensionata e sfocata anche l'immagine personale e familiare di Chiossone, chiara e vitale solo in alcuni punti (la morte di sua madre, ad esempio, raccontata nell'unica risposta di Villa presente). Sarebbe forse stata necessaria una ricerca pi¨ approfondita su questo versante, piuttosto che dilungarsi nel barbosissimo profilo di Giambattista Villa che occupa pi¨ di metÓ del volume. Da non perdere invece il tormentone sui bottoni per camicia da spedire in Giappone.

David Frati  (14-04-2004)

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