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... Ma l'amor mio non muore
... Ma l'amor mio non muore. Origini, documenti, strategie della "cultura alternativa" e dell' "underground" in Italia
AA.VV. 
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Saggio, Italia 1971
256 pp.
Prezzo di copertina € 17
Editore: DeriveApprodi , 2003
ISBN 88-88738-21-5


DeriveApprodi

Raccolta di articoli, illustrazioni, volantini e fumetti dalle pubblicazioni italiane più underground del '68 come "Mondo Beat" o "Re Nudo". Manuale polivalente che dispensa i consigli più vari: da come cucinare un'ottima torta alla marijuana a come difendersi durante un interrogatorio in questura o a come costruire un ripetitore clandestino o una molotov.

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... Ma l'amor mio non muore: provocatorio e sognatore

Non ci va una generazione che ha alle spalle guerre mondiali, ghetti, nazismi e stalinismi vari, non ci vanno le autorità, la famiglia, la repressione sessuale, l'economia dei consumi, la guerra e gli eserciti, i preti, i poliziotti, i culturali, i pedagoghi e i demagoghi (...) Noi vogliamo cambiare subito e con urgenza le situazioni in cui ci troviamo. Per questo bisogna agire e provocare.

Un'amica raccontava di aver lasciato questo libro alla madre un'estate in cui sarebbe dovuta partire per una lunga vacanza. Durante la sua assenza, la madre - tanto amante del giardinaggio quanto ignara - avrebbe dovuto seguire pedissequamente le istruzioni contenute in uno dei capitoli per prendersi cura delle sue piantine (di marijuana).

Provocatorio all'estremo, sin dalla copertina, dove quattro giovani pestano a bastonate un poliziotto, e nello stesso tempo pacifista e sognatore, Ma l'amor mio non muore è un libro che racconta una stagione irripetibile e breve nella vita italiana del dopoguerra. La stagione dei beat e dei provos, dei capelloni e delle comuni, dell'antimilitarismo e della sperimentazione di droghe.

Uscito nel 1971 e scampato al sequestro soltanto perché fatto circolare prima attraverso i canali della distribuzione alternativa e poi attraverso un distributore di Marsiglia, questa raccolta di documenti dell'underground sessantottino riesce a far respirare efficacemente - soprattutto chi quegli anni non li ha vissuti - l'aria di contestazione libertaria che una buona fetta dei giovani di allora portava contro le istituzioni di ogni tipo: dal governo, alla polizia, alla famiglia, alla chiesa, ai partiti politici.

Ma l'amor mio non muore è riuscito a rappresentare l'ala più estrema e fantasiosa del movimento, che se la prendeva anche con la rigidità dogmatica del partito comunista e del movimento studentesco ufficiale, utilizzando gli strumenti e il linguaggio del situazionismo.
Ed è curioso vedere come alcune pratiche della contestazione con il passare degli anni non siano mutate poi molto: basti pensare all'esperimento sempre più diffuso delle street tv odierne che sembrano ricalcare perfettamente le indicazioni contenute in uno dei capitoli del libro sulla costruzione dei ripetitori e delle radio a transistor.

Forse non è un caso se Ma l'amor mio non muore torna proprio oggi nelle librerie in questa nuova edizione, in tempi in cui il controllo sociale e la repressione, sotto forme nuove e su scala globale, esercitano una pressione sempre più forte su ogni aspetto della nostra vita quotidiana.



Carlo Dojmi di Delupis  (29-04-2004)

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