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Fantozzi una maschera italiana
Fantozzi una maschera italiana
Fabrizio Buratto 
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Saggio, Italia 2003
190 pp.
Prezzo di copertina € 16,50
Editore: Lindau , 2003
ISBN 88 - 7180 - 477 - 5


Lindau

Fantozzi una maschera italiana è probabilmente uno dei migliori saggi scritti sul celebre personaggio ideato da Paolo Villaggio. Secondo l'ottica del ragionier Fantozzi potrebbe persino essere definito un saggio 'mostruoso', in quanto a completezza. Oltre ad un'appendice critica di grande interesse, nel libro si trovano le sinossi di ogni film, una bizzarra e significativa intervista a Paolo Villaggio e altre interviste a Milena Vukotic (La Pina) e Anna Mazzamauro (la signorina Silvani). Sicuramente, l'aspetto più intrigante di questo lavoro nasce dal fatto che Fabrizio Buratto è riuscito ad evitare di cadere nel luogo comune di molti altri saggi del genere. Non si è perso in considerazioni di puro carattere filmico, ma si é concentrato sul nodo della questione: il tentativo di attribuire il titolo di maschera a Fantozzi. L'operazione sembra essere felicemente andata in porto, visto che la pubblicazione di questo libro ha goduto del patrocinio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Indubbiamente un riconoscimento 'mostruoso', per il ragioniere più vessato d'Italia.

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Fantozzi una maschera italiana: un saggio 'mostruoso'

Pina ripete spesso a Fantozzi: "Io ti stimo moltissimo". Perché non gli dice: "Io ti amo"?
E' il suo modo di concepire quello che può essere il massimo del rapporto fra due personaggi che sono un po' due cartoni animati; perché niente fra la Pina e Ugo è all'insegna del reale. E' appunto spostato su di un piano accanto alla realtà, più sul grottesco. Sicché la stima comprende l'amore, la passione, il rispetto...
(Intervista a Milena Vukotic)


Da molto tempo nella critica cinematografica si annovera il personaggio Fantozzi nella categoria delle maschere italiane. Sebbene il termine 'maschera' sia stato spesso abusato o male impiegato, l'inserimento del celebre travet impersonato da Paolo Villaggio nel novero delle maschere italiche appare oggi giusto e sensato. Come per gran parte dei personaggi comici o che affondano le proprie radici nella commedia è stato necessario aspettare molti anni, prima di avere tale riconoscimento dalla critica nazionale. Fantozzi ha avuto il potere di dividere nel giudizio un folto numero di critici intelligenti, lungimiranti, militanti e non. Non è strano che tale riconoscimento passi anche attraverso questo libro della Lindau, scritto da un giovane critico nato nel 1974, soltanto un anno prima che Fantozzi muovesse i suoi primi, goffi passi sul grande schermo. Buratto gioca di vantaggio in questo breve e completo saggio. Non soffre dei limiti storici propri dei critici che lo hanno preceduto. Sarà perché è cresciuto assieme ai film di Fantozzi e lo riconosce, senza sforzo, come una meravigliosa, moderna maschera italiana, adducendo con intelligenza delle motivazioni sensate e brillanti.

Simone Bardazzi  (11-03-2004)

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