Feltrinelli
Un diario toccante della vita (e della morte) quotidiana in un gulag sovietico.
Un mondo a parte: Arcipelago Libertà
E là, nell'oscurità, compresi, per la prima volta nella mia vita, che in tutta l'esistenza di un uomo soltanto la solitudine può dargli la pace interiore e restituirgli la sua personalità. Solo nella solitudine che in tutto comprende, nell'oscurità che cela i contorni del mondo esterno, è possibile rendersi conto che si è se stessi, sentire la propria individualità che emerge, finché si raggiunge la fase del dubbio, quando si diventa coscienti della propria scarsa importanza nella grandezza dell'universo che aumenta nella nostra concezione fino a dimensioni opprimenti.
La minuziosità con cui Gustaw Herling descrive le privazioni, i soprusi, il costante ed ininterrotto annullamento di ogni parvenza di umanità iscrivono questo documento (che è un po' difficile chiamare romanzo o in un modo simile) nel lungo e mai sufficiente elenco di condanne dei lager e delle dittature, di qualsivoglia colore. Nella fattispecie si tratta dei gulag sovietici, dove Gustaw Herling giunge al convincimento "che l'uomo può essere umano solo in condizioni umane, e considero assurdo il giudicarlo severamente dalle azioni che egli compie in condizioni disumane, come sarebbe assurdo misurare l'acqua dal fuoco, e la terra dell'inferno". La fame, il freddo, le vessazioni, le notti infinite, le torture psicologiche, il lavoro imposto: nel Mondo a parte di Gustaw Herling la pena non si sconta mai se non con la fine, l'annientamento, la distruzione (nemmeno la morte, che è un sollievo a tutte le sofferenze). La cura per i dettagli, dai più brutali ai più insignificanti, serve a creare un'importnte mappa della memoria perché, come ha scritto Ignazio Silone, questa "non è soltanto una testimonianza, ma anche un'opera letteraria. La rappresentazione dei fatti vi è semplice, sobria, cristallina; l'emozione è tanto più intensa in quanto è sempre sorvegliata e contenuta. Malgrado tutti gli orrori che descrive, è un libro di pietà e di speranza". La ristampa, doverosa in un certo senso, è completata dalle note curate dallo stesso Gustaw Herling nel corso delle diverse edizioni (la pubblicazione del libro, come è facile immaginare, ebbe una vita tormentata) nonché delle prefazioni di Jorge Semprùn e Bertrand Russell. Da custodire con cura.
Marco Denti
(13-02-2004)
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