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Rane, torpedini e scintille
Rane, torpedini e scintille
Marco Piccolino 
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Saggio, Italia 2003
724 pp.
Prezzo di copertina € 42
Editore: Bollati Boringhieri , 2003
ISBN 88-339-1470-4


Bollati Boringhieri

L’anatomista Luigi Galvani nel 1791 mise in agitazione il mondo scientifico con la pubblicazione del suo “Commentarius”, nel quale svelava che i cadaveri di rane - anche se decapitati e scuoiati - sono in grado di produrre bruschi e duraturi movimenti delle zampe, se vengono collegati alcuni loro nervi e muscoli. La misteriosa “elettricità animale” alla base di questo bizzarro fenomeno da allora è stata al centro di un fecondo e articolato dibattito scientifico che arriva fino alla moderna elettrofisiologia e che gli autori ripercorrono dagli inizi ad oggi.

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Rane, torpedini e scintille: cosa, quanti volt e con chi

Ma quale sarà ella questa macchina animale? Noi non la potiamo con certezza assegnare: ella si rimane totalmente occulta allo sguardo più sagace; noi non potiamo altro che ravvisarne le proprietà, e da queste congetturarne in qualche modo la natura.

Galvani teorizzava l'esistenza di una elettricità insita negli animali, che partendo dal cervello, si propaga tramite i nervi e si immagazzina nei muscoli. Per Volta invece la chiave è nel concetto di conduzione, vero motore del fluido elettrico, che tende ad espandersi e successivamente a ritrovare la primitiva condizione di equilibrio. Brutalmente, per Galvani le rane sono generatori di elettricità, per Volta sono solo dei conduttori. La famosa “controversia” tra Galvani e Volta (dapprima fervente ammiratore delle tesi del bolognese per poi diventarne il principale confutatore) è uno dei pilastri dell’aneddotica scientifica (troppo spesso confusa con la divulgazione, ahinoi) da un paio di secoli in qua, ma occorre da subito sgombrare il campo da equivoci: non siamo di fronte al “solito” libro sull’argomento. Piccolino e Bresadola, oltre a tratteggiare con dovizia di particolari la temperie culturale nella quale le scoperte di Galvani e le reazioni della comunità scientifica che ne seguirono si collocano, rivalutano la figura del fisiologo analizzando nei minimi particolari i testi e gli esperimenti di Galvani, “tanto famosi ma paradossalmente così poco conosciuti”, e lo restituiscono al ruolo che gli compete, quello di innovatore rivoluzionario e di apripista alla medicina moderna.
Con prosa semplice e scorrevole e linguaggio accessibile ai più, il racconto della vita e della carriera di Galvani si dipana lungo centinaia di pagine, senza lasciare nessun episodio nell’ombra né nessuno spunto inesplorato, sfatando luoghi comuni e svelando alcuni retroscena se non inediti, senz’altro colpevolmente trascurati finora. Preziose le illustrazioni presenti nel volume, in gran parte tratte da pubblicazioni settecentesche.


David Frati  (30-01-2004)

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